Il sangue rivela il tumore al polmone due anni prima

9 febbraio. Una ricerca dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, durata ben cinque anni, avbrebbe  portato alla scoperta di una “firma” contenuta nel sangue, che permetterebbe di prevedere lo sviluppo del tumore al polmone anche con due anni di anticipo.

I ricercatori, guidati da Gabriella Sozzi e Ugo Pastorino, attraverso l’analisi di 6000 campioni di sangue prelevati da pazienti e monitorati nell’arco di 5 anni, hanno dimostrato che vi sarebbero alcune particolari microRNA con valori alterati in tutti i soggetti che nell’arco dei due anni successivi hanno sviluppato la malattia al polmone.

La ricerca, avvenuta in collaborazione con la Ohio University, è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, e potrebbe rivoluzionare il metodo diagnostico di una delle malattie più gravi dell’epoca contemporanea.

Attualmente il sistema più all’avanguardia è la tac spirale, che attualmente permette comunque  di salvare un numero di pazienti piuttosto alto, sette su dieci secondi gli ultimi dati. “basta una dose molto bassa di radiazioni ionizzanti, senza mezzo di contrasto ed in tempi rapidi” aveva precisato ai tempi della messa a punto del suddetto metodo l’istituto europeo Oncologia.

Ora, con un semplice esame del sangue, la tac spirale potrebbe venire superata, e di molto. Se con quest’ultima il medico riesce ad accorgersi del nodulo quando è ancora al suo stato “embrionale” e agire quindi in tempi rapidissimi. I valori di alcune microRNA contenute nel sangue permetterebbero di scoprire  il processo cancerogeno ancor prima che questo abbia inizio , o perlomeno che risulti visibile alla già avanzata tac spirale.

Il cancro polmonare è dovuto a diversi fattori ed è una delle malattie più terribili esistenti. Da 50 anni i miete migliaia di vittime, mettendo in grave difficoltà ricercatori e medici, ma la nuova “arma” , che gioca in anticipo, potrebbe ora completamente ribaltare la situazione.

Angelo Sanna