Berlusconi infiamma lo scontro istituzionale

Tramontano i sogni di pacificazione formulati negli scorsi giorni da Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha infatti dato ieri polvere alle ceneri sul tema della giustizia, annunciando l’intenzione di presentare presto in Parlamento un ddl sulle intercettazioni da approvare entro tempi strettissimi.

Più che una promessa, una minaccia consegnata già nella mattinata di ieri ai ministri convocati in Consiglio e ribadita nel pomeriggio alla dirigenza del Pdl. Nel corso dell’incontro in via dell’Umiltà, infatti, è stata vergata una nota in cui il Cavaliere ha messo nero su bianco il suo forte risentimento per i giudici che a Milano stanno – a suo dire – tessendo la tela per il golpe giudizirio.

“La Procura di Milano – si legge nel documento – appare ormai come una sorta di avanguardia politica rivoluzionaria, in sfregio al popolo sovrano e ai tanti magistrati che ogni giorno servono lo Stato senza clamori e spesso con grandi sacrifici. Essa – continua la nota – agisce come un vero e proprio partito politico calibrando la tempistica delle sue iniziative in base al potenziale mediatico”.

Un atto di accusa severo, destinato a surriscaldare ulteriormente il clima tra le istituzioni e a costringere il capo dello Stato in un angolo quanto mai scomodo. Non è un mistero, infatti, che il presidente della Repubblica stia tentando in ogni modo di “mediare” tra la posizione del premier e quella dei magistrati che a Milano indagano sul Rubygate, invitando tutti ad abbassare i toni per trovare una difficile sintesi.

Non solo: Giorgio Napolitano nutrirebbe non pochi dubbi sul provvedimento sulle intercettazioni al quale il premier ha ieri annunciato di voler porre un’accelerazione. Un giro di vite serrato al quale l’inquilino del Colle guarderebbe con particolare diffidenza e che per questo avrebbe spinto lo stesso Napolitano a rimandare un incontro col premier sullo scivoloso argomento dato per certo dallo staff del Cavaliere.

Da parte loro, i berluscones hanno ieri reagito in modo compatto alla provocazione lanciata dal leader. Al premier che ieri pomeriggio ha proposto: “Se lo ritenete opportuno, sono pronto a farmi da parte“, i pidiellini più affezionati hanno risposto con un no tassativo, sintetizzato bene nelle parole del capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: “Ti difenderemo contro tutti – avrebbe giurato al Cavaliere – non accadrà un nuovo ’94”.

Maria Saporito