Buontempo chiude ai gay nella Destra

Non sono favorevole all’iscrizione dei gay ne La Destra. Non per discriminazione, ma perché daremmo un cattivo esempio all’immaginario collettivo, di una condivisione di valori che nel nostro dna non abbiamo”. Inizia da qui il ragionamento di Teodoro Buontempo, assessore alla Casa della Regione Lazio ed esponente di spicco del partito di Francesco Storace.

“Intendiamoci – ha argomentato ai microfoni della trasmissione telematica Klaus Condicio – incontrerei questa persona e gli spiegherei perché sarebbe sbagliata una simile scelta e che un partito deve avere le sue colonne d’Ercole. Altrimenti non sarebbe un partito – ha continuato Buontempo – ma un contenitore vuoto come tanti ce ne sono oggi”.

“Gli spiegherei che siamo contrarissimi ai matrimoni omosex – ha continuato il destrino – e ancor di più alle adozioni, quindi gli direi che non sarebbe opportuno. Inutile essere ipocrita per avere qualche voto in più. Detto questo, difenderei un gay – ha affermato – e mi batterei perché venga rispettato”.

E a domanda diretta dell’intervistatore: ”E se scoprite che una persona già iscritta è gay?”: “In tutte le buone famiglie – ha ironizzato l’assessore regionale – ci sono le pecore nere, ma non lo espelleremmo assolutamente, a patto che non cerchi di mettere nei programmi de La Destra le unioni o le adozioni gay. Ho molti amici omosessuali che sono intelligenti e che rispetto”.

Non solo, il vulcanico esponente della Destra ha anche dimostrato di nutrire scarsa simpatia per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Pensa più ad apparire che a risolvere i problemi di Roma – ha detto Buontempo – Un po’ come Veltroni, che se non stava sui media andava in crisi di astinenza. Alemanno si dovrebbe occupare della città, dell’invasione di enormi ratti in quartieri come Prati, della rete idrica, dei rifiuti urbani. Del fatto che Roma non ha una discarica pubblica ma una privata, e che da un momento all’altro si rischia l’emergenza rifiuti. Ma lui – ha continuato – preferisce le conferenze stampa e i cocktail parties. Impari da Renata Polverini che appare poco ma produce fatti”.

Audace anche sulla prostituzione: “Alemanno ha fallito in pieno anche sul tema della prostituzione – ha proseguito l’assessore laziale – Io presentai in Parlamento diverse opzioni, per esempio il divieto di prostituzione in luogo pubblico. Dico sì all’esercizio della prostituzione ma, per una questione di salute pubblica, organizzata in cooperative in modo che siano previste visite sanitarie come per i cuochi e i baristi”.

Una prostituta deve poter versare i propri contributi – ha continuato Buontempo – in modo che possa avere una pensione e curare i propri figli quando non è più appetibile, e non ricorrere ad espedienti per campare”.

E dalle lucciole ai parlamentari il passo è stato breve: “Il 15% dei deputati e senatori maschi – ha affermato il compagno di Storace – ha fatto sesso con altri uomini o donne per essere candidato. Ma se parliamo di prostituzione morale arriviamo al 50%. Ho trascorso molti anni in Parlamento e queste cose le so: anche i maschi si prostituiscono“.

“Non lo si dice perché il sistema della politica si regge ancora sul maschilismo – ha ammesso Buontempo – Certi fenomeni sono anche dovuti a questa legge elettorale, che obbliga e favorisce questi comportamenti. Un fenomeno che coinvolge senza distinzione donne e uomini, perché chi viene candidato non deve più rispondere ai cittadini, ma – ha concluso il destrino – al padrone di turno“.

Maria Saporito