Cani abbaiano di notte, proprietari in cella

L’abbaiare dei cani nelle ore notturne può disturbare il sonno del vicinato e questo può costituire reato se i proprietari non fanno nulla per calmare i propri ‘amici a quattro zampe’. La Cassazione, infatti, ha condannato a due mesi di carcere quattro cittadini di Nicosia, nel nisseno (Sicilia).

L’opinione pubblica e le istituzioni devono capire che il cane non è che si accende e si spegne a piacimento, anche lui ha un diritto di cittadinanza e le sue esigenze devono essere prese in considerazione” ha commentato Pasqualino Santori, presidente del Comitato bioetico per la veterinaria (Cbv). Ci sono certamente dei reati peggiori di questo, ma il Tribunale di Nicosia in primo grado, e la Corte nissena in secondo, non hanno sentito ragioni: Gli strepiti dei cani potevano essere agevolmente attenuati, o senz’altro evitati dai relativi proprietari‘.

Nel 2006 i vicini organizzarono una raccolta firme per riuscire a risolvere questo problema. L’abbaiare dei cani connotato da ”diffusività”, per di più in ora notturna, costituiva, infatti, per le persone del luogo una spina nel fianco. E nonostante le ripetute proteste dei vicini, i proprietari siciliani non avrebbero fatto nulla per ovviare all’inconveniente. Questo il motivo per cui i quattro cittadini di Nicosia (Santo G., Giuseppe C., Santo F. e Francesco A. P) sono stati condannati a due mesi di detenzione  per disturbo al riposo altrui (art. 659 c.p.). “Una carta macchiata”, sono cioè incensurati, le spese del processo in Cassazione da pagare e 500 euro ciascuno da versare alla Cassa delle Ammende costituiscono l’epilogo di questa vicenda.

La moglie di uno dei proprietari è allibita: “E pensare che i vicini che raccolsero le firme erano pure amici nostri. Invece, ci hanno portato alla rovina. Vatti a fidare. Io ormai mi fido più dei cani che delle persone“.

Simona Leo