Egitto, vicine dimissioni Mubarak: potere all’esercito

Il Cairo, 10 febbraio. Il presidente egiziano Hosni Mubarak sta per dimettersi. Alcune fonti dell’aeroporto militare del Cairo hanno riferito che “è diretto a Sharm el-Sheikh”. Una conferma giunge anche dalle parole dal capo di Stato maggiore dell’esercito Sami Annan, il quale ha detto che tutto “finirà stanotte”. Dopo 17 giorni di protesta, i manifestanti hanno finalmente raggiunto il loro obiettivo.

I Fratelli Musulmani, principale gruppo di opposizione, riferiscono attraverso il loro sito web che la decisione della partenza è stata presa da Mubarak “dopo che l’esercito gli ha impedito di annunciare una cessione del potere al suo vice, Omer Suleiman poiché la mossa sarebbe giudicata scorretta e “non calmerebbe la piazza”. Il presidente è in viaggio insieme alla sua famiglia e, prima della partenza, ha registrato un discorso che andrà in onda sulla tv di Stato. Le sue parole dovrebbero confermare la rinuncia al potere, secondo quanto riporta l’emittente satellitare al-Arabiya.

“Il potere in Egitto è passato nelle mani dell’esercito” ha comunicato il sito web dell’al-Wafd, uno dei partiti di opposizione. Proprio questa affermazione avrebbe aperto un piccolo giallo poiché il capo dell’esercito Sami Annan dovrebbe essere partito per Sharm insieme a Mubarak. Le forze armate, dopo un vertice dell’Alto consiglio militare, hanno annunciato di scendere in campo e “agire per preservare la nazione e soddisfare le aspirazioni del popolo”. L’unico timore delle forze di opposizione è che possano mettere in atto un golpe militare.

Intanto continuano le proteste. Al Cairo hanno scioperato medici e avvocati e sono scesi in piazza per richiedere un salario più elevato, unendosi a dimostranti anti-Mubarak. Anche stanotte rimarranno gli accampamenti in piazza Tahrir. Si attenderà l’ufficialità delle dimissioni del presidente, comunque grida di giubilo si sono già levate dalla piazza. Probabili nuove proteste: gli egiziani non vogliono il potere militare, ma desiderano dire addio al regime in toto. Le autorità egiziane continuano a presidiare gli obiettivi sensibili del Cairo per fronteggiare eventuali improvvisi scontri.

“Dobbiamo aspettare e vedere quel che succede”, è stato il commento del presidente americano Barack Obama. Mubarak infatti era l’alleato-chiave degli Usa in Medio Oriente. L’Europa e il mondo intero sono alla finestra, il cambiamento decisivo potrebbe arrivare tra poche ore.

Emanuele Ballacci