Fini: stop al circo mediatico e alla rissa

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dà un pungolo al governo arenato in vicende tutt’altro che politiche, invitandolo a ripartire con l’attività parlamentare per assicurare la ripresa del Paese. “La ricreazione è finita – ha scritto l’ex aennino in un editoriale che sarà pubblicato domani sul bimestrale Charta Minuta – e non ci sono più scuse per la politica del giorno per giorno, del circo mediatico, della rissa permanente“.

“Da molto tempo – ha continuato Fini – la politica pare ripiegata su se stessa, mentre l’agenda degli interventi strutturali per far ripartire un’Italia immobile, stanca e sfiduciata continua a essere desolatamente vuota. La lista dei meriti esibiti – ha rincarato il presidente di Montecitorio riferendosi all’attività del governo – contiene solo interventi di emergenza: una volta sono i rifiuti campani, un’altra è il rischio default per i titoli pubblici”.

Quindi l’interrogativo più ficcante: “È vero senso di responsabilità verso il Paese – si è chiesto Fini – affermare ‘accontentiamoci, perché potevamo finire come la Grecia’? Può esserlo nella sola prospettiva del presente. Sicuramente non lo è – ha precisato – riguardo al futuro, anche prossimo”.

E per rendere più chiaro il concetto, il presidente della Camera ha fatto ricorso alla significativa metafora della rana in pentola: “Qual è il rischio di continuare a ripetere ‘tutto bene madama la marchesa’? – ha notato – È quello di fare la fine della rana nella pentola. Questa metafora, rilanciata in un recente pamphlet dallo scrittore Olivier Clerc, s’adatta assai bene all’Italia dominata da una politica minimalista e di corto respiro“.

“Una rana, immersa in una pentola d’acqua che si riscalda molto lentamente – ha osservato il leader di Fli – all’inizio si trova bene, ma quando l’acqua comincia a scottare non ha più le forze per saltare fuori. La morale della favola – ha concluso Gianfranco Fini – è semplice: non c’è alternativa a una politica ambiziosa e profondamente riformatrice. Serve una rivoluzione etica e culturale molto più profonda di quanto si pensi”.

Maria Saporito