Gemelline: Schepp consultò siti su veleni. Si teme il peggio

Forse una coincidenza, forse la curiosità di chi ha iniziato a pensare con ossessione alla morte, forse invece, chissà.

Le indagini sulla scomparsa delle gemelline svizzere di sei anni, Alessia e Livia, di cui da dieci giorni non si hanno più notizie, dopo che le due bambine avevano passato il fine settimana in Francia con il padre, il quarantatreenne Matthias Schepp, che dopo qualche giorno si sarebbe suicidato, gettandosi sotto un treno in corsa a Cerignola, proseguono ma sembrano prendere una brutta piega.

E’ dovere degli investigatori quello di non trascurare alcunché per risalire alla verità, ma è pur vero che chi segue il caso direttamente, perché coinvolto come familiare delle bimbe, o da lontano, tramite i media, in queste ore ha iniziato a temere il peggio.

Secondo alcune indiscrezioni, gli inquirenti, dopo aver fatto analizzare da esperti informatici il computer in possesso a Schepp, avrebbero scoperto che l’uomo nei giorni precedenti alla scomparsa delle figlie aveva consultato alcuni siti che trattavano informazioni su sostanze velenose.

L’incubo balenato nella mente di tutti è quello secondo cui il padre possa aver deciso di uccidere le proprie bambine e dopo aver scelto di mettere fine anche alla propria vita. Ma è solo una supposizione e come tale deve essere presa.

L’ipotesi, tra le altre cose, entrerebbe in contrasto con quanto scritto nel testamento rinvenuto negli scorsi giorni e lasciato dallo stesso Matthias Schepp: all’interno sono state citate, come beneficiarie dell’eredità del padre, anche le due gemelline.

Il tempo scorre velocemente, facendo aumentare la tensione, ma la speranza di chi non riesce a concepire un epilogo tragico a questa storia rimane lì, ancorata alla foto di due bambine bionde e sorridenti. Con una vita davanti.

S. O.