La Gelmini contro 17 marzo, ma i presidi contestano: “Chiuse scuole e università”


I presidi contro il ministro per l’Istruzione Maria Stella Gelmini: “Il 17 marzo chiudano scuole e università”.

La festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia incassa una discreta serie di no da qualche giorno, prima Emma Marcegaglia di Confindustria, preoccupata che la festa, ed il relativo lungo ponte, danneggiasse la già precaria condizione economica, poi Roberto Calderoli e Umberto Bossi dal Carroccio, infine la Gelmini, che aveva manifestato le stesse perplessità, senza mai dubitare dell’importanza di quel giorno.

A tal proposito, il ministro aveva dichiarato: “La ricorrenza potrà essere celebrata in classe durante l’orario normale dedicando una particolare attenzione a quel momento storico così importante. Si correrebbe il rischio di considerarlo solo un giorno di vacanza in più”.

Mentre il ministro Giorgia Meloni difende le celebrazioni, accusando i contestatori di dare al 17 marzo della “festa di serie B”, i presidi si scatenano contro il ministro per l’Istruzione: “Non si possono fare guerre di principio su una celebrazione così importante“, afferma Giorgio Rembado, leader dell’associazione nazionale presidi e alte professionalità.

“Poiché la ricorrenza si può celebrare solo in quell’occasione, se ne dovrà sicuramente parlare in classe, ma non è detto che si debba fare necessariamente il 17 marzo, si può anche creare un dibattito e un confronto sull’Unità d’italia il giorno prima o il giorno dopo”, ha proseguito.

Il coordinatore nazionale di Azione universitaria, Andrea Volpi, si è espresso più duramente: “Chiediamo al ministro Gelmini di esprimersi in tal senso e non di spalleggiare proteste strumentali su un tema che dovrebbe, questo più di altri, unire tutti gli italiani. Se questo non dovesse accadere, saremo pronti anche a fare i picchetti e chiuderle noi, un gesto che è contrario al nostro modo di fare politica, ma la patria è un valore fondamentale per noi e dovrebbe esserlo per ogni italiano, e per la difenderlo siamo disposti ad andare contro a quelli che sono da sempre stati i nostri metodi”.

“Conosciamo la sensibilità del ministro e ci meravigliamo della sua proposta di tenere aperte le scuole in un giorno di festa nazionale. Noi preferiamo la Gelmini che inserisce il discorso sulle Foibe nelle prove della maturità”, prosegue, “e non la Gelmini che rinuncia a festeggiare come si deve l’Unità d’Italia“.

Carmine Della Pia