La voce di Ottavia Piccolo fa rivivere Anna Politkovskaja

All’interno della rassegna Le signore della scena, venerdì 11 febbraio arriva al Metastasio di Prato Donna non rieducabile con Ottavia Piccolo. Il testo teatrale è del drammaturgo fiorentino Stefano Massini che ha rielaborato i testi di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata il 7 ottobre 2006 per le sue indagini sulle stragi russe in Cecenia. Lo spettacolo ha già avuto ungrandissimo successo di critica e pubblico e ne è stato tratto un dvd. Ottavia Piccolo, attrice bolzanina che da più di cinquant’anni calca le scene teatrali,sarà accompagnata sul palco dall’arpa di Floraleda Sacchi.

Come ha scritto il regista dello spettacolo, Silvano Piccardi: “Dopo il crollo del Regime sovietico, la Russia sembrava avviata verso una nuova democrazia. L’assassinio di Anna Politkovskaja ha allungato un’ombra terribile su questa illusione. Anna non era una militante politica, era una giornalista. Una giornalista e una donna, senza alcuna mira di potere o altro, se non quello di portare avanti, con tenacia e determinazione, il proprio mestiere. Il suo fu uno sguardo aperto, senza prevenzioni né compromessi, su quanto avveniva nel suo paese, partendo dalla lontana Cecenia, per arrivare a incontrare i momenti più terribili della recente storia russa (dalla strage al Teatro Dubrovka di Mosca, a quella nella scuola di Beslan)”.

Piccardi poi osserva che dallo spettacolo emerge anche una riflessione sul ruolo del giornalista: “Nel memorandum Il sangue e la neve, l’interprete femminile che raccoglie il testimone caduto dalle mani della Politkovskaja nel momento della sua eliminazione (in una ideale staffetta in cui l’attrice non si sostituisce alla persona, facendone  un personaggio “teatrale”, ma semplicemente ne prolunga fino a noi la forza e il valore), sottolinea che Anna si riteneva, ed era, una “giornalista”. Punto. Un ruolo sempre più scomodo nella “società della comunicazione” e del controllo mediatico  delle coscienze: in questa “civiltà”, fare cronaca, pura e semplice e sincera cronaca, significa essere già in prima linea, esposti quindi a tutte le forme di rappresaglia, dalla più indiretta, silenziosa e segreta, alla più mirata e tragica”.

Per informazioni sullo spettacolo e per comprare i biglietti vi rimandiamo al sito del teatro.

Mario Pagano