Sara Tommasi, parla l’amico: La scorta di Berlusconi la prelevò da casa

Sara Tommasi ha frequentato Silvio Berlusconi.

Lo fanno pensare il contenuto delle intercettazioni disposte dalla Procura di Napoli nell’ambito del filone campano dell’inchiesta sul cosiddetto Ruby gate, ma a sostenerlo è anche un uomo, vicino alla soubrette originaria di Narni.

Il suo nome è Giosue Amirante, promoter di Secondigliano e presunto socio di quel Vincenzo Seiello, detto Bartolo, inquisito con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione proprio nella vicenda che ruota attorno all’ex naufraga dell’Isola dei famosi.

L’uomo è stato oggi ascoltato dai magistrati e non si è tirato indietro nel rispondere alle domande sul proprio ruolo nella vita lavorativa della Tommasi e sulle sue frequentazioni. Ritornando su un aneddoto tratto da una delle tante trascrizioni delle intercettazioni comparse sui giornali, Amirante dice: «Ricordo che quelle erano le guardie del corpo di Berlusconi, perché le ho riconosciute in televisione. Le ho viste in un telegiornale, le hanno inquadrate e ho avuto la conferma che erano proprio gli uomini che quella notte prelevarono Sara Tommasi».

La dichiarazione va, dunque, in direzione opposta a quella resa nota da Palazzo Chigi con un comunicato ufficiale dove veniva chiarito che «mai nessuna auto del Presidente del Consiglio né del suo apparato di sicurezza si è recata a casa di chicchessia, tanto meno di Sara Tommasi».

Il promoter nega di aver mai avuto rapporti sessuali con la soubrette e confida che negli ultimi sei mesi nella vita di Sara Tommasi qualcosa deve essere cambiato: «Da luglio in poi il carattere di Sara è peggiorato, la vedevo sempre triste, sempre pronta a scatti di ira, non la capivo più. Negli ultimi tempi ho saputo che faceva addirittura uso di farmaci».

La stessa Sara, in una telefonata alla madre, aveva detto di sentirsi perseguitata da Berlusconi e di venire costantemente drogata da Lele Mora per far sì che perdesse totalmente qualsiasi forma di pudore.

S. O.