Sara Tommasi, Sallusti sul ‘Giornale’: “E’ disturbata e crede ad alieni, macumbe e nazisti”

E adesso chi paga?“. Si apre così l’editoriale, a firma del direttore Alessandro Sallusti, che oggi sul quotidiano della famiglia Berlusconi commenta gli ultimi sviluppi del Rubygate e, in particolare, il testo di alcuni messaggi inviati al premier dalla soubrette Sara Tommasi, della quale sino ad ora ci era toccato parlare a proposito di presunte love story con calciatori e di scatti sexy per calendari.

Sul ‘Giornale’ ci si chiede allora “chi ri­sarcirà i danni provo­cati dalla divulgazione da parte delle procure di intercettazioni farnetican­ti e diffamanti senza alcun ri­scontro“. Proprio ieri il presidente del Consiglio ha, infatti, dichiarato che farà causa allo Stato per ottenere un risarcimento per la pessima reputazione che i magistrati e i giornali (tutti comunisti, ovviamente) gli stanno cucendo addosso a colpi di intercettazioni.

Il fido Sallusti si scaglia contro i pm della Procura di Na­poli (dai quali, nel novembre del 2010, lo stesso direttore del ‘Giornale’ è stato sottoposto a indagini giudiziarie per violenza privata nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ndr), che “diffondendo illegal­mente le intercettazioni del­la soubrette Sara Tommasi si sono premurati, primo caso nella storia, di sottolineare i passaggi più deliranti che ri­guardano Silvio Berlusconi e i suoi famigliari per evitare che sfuggissero all’attenzio­ne del cronista di turno”.

Ma l’attacco più duro è riservato all’ex ‘naufraga’ dell’Isola dei Famosi, Sara Tommasi, “la nuova icona della sinistra”, “una soubrette disturbata, molto disturbata”, non manca di sottolineare il direttore.

Cercava aiuto, in tutti in sensi. Nel suo vagare nel sottobosco dello spettacolo – scrive Sallusti – era riuscita a trova­re un contatto con persone importanti e ai suoi occhi po­tenti. E una volta agganciate non le mollava più. Una pre­sa ossessiva. Per esempio – spiega  – in una sola notte, ha spedito ol­tre quaranta messaggini a Pa­olo Berlusconi, editore di questo giornale e fratello del premier. I pm di Napoli han­no trascritto e diffuso soltan­to quelli che più si prestava­no a una lettura ambigua. Ma è soltanto leggendoli tutti che si capisce di che cosa, e di chi, stiamo parlando”.

‘Il Giornale’  propone, dunque, un campionario di questi sms diretti al fratello del premier, che “non ha mai fumato neppure uno spinello in vita sua”:

“sono vittima di macumbe”;

“le SS naziste ce l’hanno con me”;

“Dio è con gli ebrei”;

“morte agli ebrei”;

“mentre cammino per strada i passanti mi drogano iniettandomi sostanze nel braccio, mi drogano metten­do cocaina nelle bevande”;

“so­no perseguitata dai servizi se­greti”;

“sono seguita da entità extraterrestri” .

Que­sti pm non perseguono reati, ma fini politici attraverso lo sputtanamento“, è la denuncia di Sallusti, il quale, riprendendo il più abusato leitmotiv berlusconiano, se la prende con l’immunità “assoluta, giu­diziaria e mediatica” di cui godono i magistrati, per di più affiancati in questa battaglia diffamatoria da un articolato sistema di complicità. “I grandi giornali con loro e la loro spazzatura – sottolinea il direttore – vanno a nozze, il Csm tace, il presidente del Csm nonché capo dello Sta­to, Giorgio Napolitano, lascia fare. E dire che non tanti anni fa, votando sì a un referen­dum, gli italiani avevano deci­so che anche i magistrati do­vevano rispondere personal­mente dei loro errori, come chiunque di noi”.

Scontata appare, dunque, la risposta alla domanda di apertura. E a pagare sarà ancora una volta lo Stato. “Ciò – conclude Sallusti – vuol di­re che alla fine, ammesso di vederla una fine di questa sto­ria, pagheremo ancora noi e a loro non sarà torto un capel­lo. Facile fare gli spacconi sul­la pelle degli altri“.

(Nella foto: Sara Tommasi per il calendario Max 2007)

Raffaele Emiliano