Al via l’assemblea costituente di Futuro e Libertà

All’assemblea costituente di Futuro e Libertà duro affondo al governo.
L’Italia è bloccata. Chi aveva promesso le riforme non è stato in condizione di realizzarle, perché alimenta gli umori, insegue gli interessi, invece di governare, decidere e scegliere anche contro gli umori e contro i privilegi. Noi sappiamo che occorre farlo, noi chiediamo di farlo, insieme.
Si apre così l’assemblea costituente di Fli, che si terrà da oggi a domenica presso la nuova Fiera di Rho.

Si apre con un documento programmatico nel quale si sostiene che chi oggi governa ha voltato le spalle ai principi che gli avrebbero consentito di arginare questa deriva, primo tra tutti l’interesse nazionale, e si è lasciato andare a una strategia populista che non cerca soluzioni ma capri espiatori e facile consenso.

Un ulteriore affondo all’alleanza Pdl-Lega.  La linea Pdl è sotto diktat della Lega. “Il polo berlusconiano ha finito per delegare l’elaborazione di contenuti e linee strategiche all’alleato leghista, autentico motore della coalizione“, si legge nel documento.

La direzione del partito è chiara.
Fli non si rivolge solo alla destra, e nemmeno solo agli orfani del Pdl, ai delusi di ieri e di oggi. La politica per noi è un orizzonte, non uno specchietto retrovisore,
continua il documento.
Futuro e Libertà, però, si chiama fuori dalla logica di chi pensa che l’avversario vada denigrato, il dissenso represso, la protesta piegata ma intende ricostruire un confronto civile tra opzioni riformiste. Tra gli obiettivi un’Italia più attiva e consapevole del rispetto dei diritti e della dignità delle donne
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Futuro e Libertà non è partito dogmatico ma si fonda sulla consapevolezza dell’etica pubblica come fondamento di ogni azione politica. La società italiana ha bisogno di esempi e comportamenti responsabili, rispettosi delle istituzioni e di un autentico senso dello stato.

Sulle alleanze.
Fli si impegnerà con le altre forze riformiste del polo degli italiani a costruire un’alternativa di governo sin dalle prossime elezioni amministrative e a lavorare insieme in ogni contesto, a cominciare dal parlamento nazionale, per realizzare le riforme che servono all’Italia.
Mentre per quanto riguarda il ruolo di Fini, fanno testo le parole dell’ex ministro Andrea Ronchi: L’unica strada è che sia il leader. Che, assicura, non sarà mai alleato
con la sinistra
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Matteo Oliviero