Bavaglio Pdl alla Tv: “I programmi devono rappresentare la maggioranza”


Un provvedimento ideato dal senatore Pdl alla Vigilanza Rai, Alessio Butti, rivoluzionerà in toto il palinsesto della Tv di Stato.

Si direbbe un “lodo bavaglio”, per prendere in prestito terminologie provenienti dall’opposizione, ma a partire dalle prossime settimane potremmo assistere a trasmissioni televisive completamente snaturate dalla loro idea originale.

La televisione deve rappresentare la maggioranza”, spiega Butti. Ciò che la Rai trasmette non sembra “in parallelo con il consenso del popolo”, così ecco le novità: Parla con me avrà il contraddittorio dei comici, ovvero la parodia di Minzolini sarà accompagnata da quella di Michele Santoro o Gad Lerner, se un talk show tratta il caso Ruby, gli altri taceranno sull’argomento per gli otto giorni successivi, i presentatori di determinate trasmissioni che “invece di fare satira trattano temi di attualità politica”, saranno in coppia “per diversa estrazione culturale”.

Si chiama Atto di indirizzo il nuovo sistema che dovrebbe garantire una certa par condicio perduta, in casa Rai: sarà votato dalla commissione la prossima settimana.

L’ideatore del bavaglio televisivo è il senatore Pdl della Vigilanza Rai, Alessio Butti, che ne spiega le peculiarità: “È opportuno che i temi prevalenti di attualità o di politica trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell’arco di otto giorni successivi alla loro messa in onda”, riferendosi a programmi quali Porta a Porta, Annozero, Ballarò, che in una settimana trattano spesso lo stesso argomento.

Una manovra per favorire il variare dei temi a disposizione dello spettatore, sembrerebbe, ma la discesa verso la censura è il passo successivo: “L’intervento di un opinionista a sostegno di una tesi va calibrato con uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali. Ciò è ancora più necessario per quei programmi, apparentemente di satira o di varietà, che diventano poi occasione per dibattere temi di attualità politica”, potrebbero nascere, “format di approfondimento che prevedano la presenza in studio di due conduttori di diversa estrazione culturale”.

Nel caso in cui l’atto indirizzo non venisse confermato, sembra che la soluzione al trambusto mediatico-politico sia lo stop ai talk di approfondimento per un mese prima delle elezioni, esperienza già testata lo scorso anno.

nella foto: il senatore Pdl alla Vigilanza Rai, Alessio Butti.

Carmine Della Pia