Bergamo: troppe bestemmie, interviene l’amministrazione comunale

Che bestemmiare sia una forma di mancanza di rispetto per chi ha una fede e crede in un dio, qualunque esso sia, è un’opinione riconosciuta dai più. Nonostante si sia spesso discusso, qualche mese fa anche nel mondo del calcio, di libertà di espressione, lasciarsi andare alle bestemmie rimane un atto poco carino.

L’argomento è diventato il tema di un’ordinanza municipale in un piccolo comune del bergamasco. A Brignano Gera d’Adda, l’amministrazione è intervenuta ufficializzando «divieto di bestemmiare in municipio e in tutte le attività commerciali e imprenditoriali, pubbliche e private». Il provvedimento è stato sollecitato soprattutto dal parroco del paese, don Mario Bosio, che non ne poteva più di sentire imprecare contro dio anche per un nonnulla.

A commentare il fatto, è intervenuto anche il sindaco di Brignano, Valerio Moro: «Viviamo in un Paese cattolico e vogliamo che all’interno di posti di culto o di ricreazione venga mantenuto un certo decoro. Verranno puniti ogni atteggiamento e ogni comportamento delle persone di tutte le religioni, di tutte le etnie e di tutte le provenienze che bestemmiano Dio quale esso sia».

Il pensiero del sindaco è condivisibile, anche se affetto da una piccola e, non innocua, imprecisione: l’Italia non è un paese cattolico, ma è uno stato laico. Per Costituzione.

Vedremo se il potere della legge riuscirà a modificare un costume culturale profondamente radicato.

Nella foto: un cartello risalente al periodo fascista.

S. O.