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Berlusconi: contro di me spionaggio degno della Germania comunista

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E’ un attacco severo quello che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sferzato al’indirizzo della casta dei grandi “accusatori” che dal giorno dell’avvio delle indagini a Milano (che lo vedono coinvolto per concussione e prostituzione minorile) invocano le sue dimissioni.

Al Foglio di Giuliano Ferrara il premier affida oggi il suo sfogo, rimarcando la convinzione di essere vittima di una persecuzione concertata dagli avversari politici e da una parte della magistratura per ottenerne la fine politica. “Dalle cronache di questi giorni – ha spiegato Berlusconi – si capisce che i pubblici ministeri e i giornali o i talk show della lobby antiberlusconiana, che trascina con sé un‘opposizione senza identità propria, si muovono di concerto“.

“Si passano le carte, non si comprende in base a quale norma – ha continuato il premier – come nell’inchiesta inaccettabile di Napoli; oppure, come è avvenuto a Milano, scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle ‘vite degli altri’ che si faceva nella Germania comunista“.

Non solo, il presidente del Consiglio, incalzato dal direttore Giuliano Ferrara (organizzatore di una grande manifestazione indetta per dire basta ai neo putitani) ha affondato su quanti pretendono di rovesciare il risultato elettorale ostentando una presunta superiorità morale: “Chi, come voi dite, predica una Repubblica della virtù con toni puritani e giacobini – ha ripreso il premier – ha in mente una democrazia autoritaria, il contrario di un sistema fondato sulla libertà, sulla tolleranza, su una vera coscienza morale pubblica e privata”.

“Io, qualche volta, sono come tutti anche un peccatore – ha ammesso Silvio Berlusconi – ma la giustizia moraleggiante che viene agitata contro di me è fatta per ‘andare oltre’ me, come ha detto il professor Zagrebelsky al Palasharp. E’ fatta per mandare al potere attraverso un uso antigiuridico del diritto e della legalità, l’idea di cultura, di civiltà e di vita, di una elite che si crede senza peccato, il che – ha rincarato il presidente del Consiglio – è semplicemente scandaloso, è illiberalità allo stato puro”.

Maria Saporito

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