Egitto, El Baradei all’esercito: Salvi il Paese. Mubarak deve arrendersi

«Il potere del popolo non può essere schiacciato, avremo la meglio», parole di Mohammed ElBaradei, già premio Nobel per la pace e figura simbolo dell’opposizione egiziana al presidente Hosni Mubarak.

L’annuncio dell’ex capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) può essere considerato come la giusta sintesi di ciò che sta accadendo in queste ore nell’Egitto, dal Cairo ad Alessandria.

Milioni di persone si sono riversate in piazza, ancora una volta, per gridare a gran voce e pretendere le dimissioni del presidente, con le buone o con le cattive. I manifestanti vogliono che Mubarak lasci non solo il potere ma anche il Paese stesso.

Secondo la tv araba Al Arabiya, Mubarak, che negli scorsi giorni aveva detto di non avere intenzione di lasciare l’Egitto ma soltanto di cedere il potere ai propri vice, non si troverebbe più al Cairo ma si sarebbe trasferito con la famiglia a Sharm El Sheik, dove possiede una casa.

Dal canto suo, El Baradei ha invocato una presa di coscienza da parte del presidente: «Loro (Mubarak e il suo vice presidente Omar Suleiman, ndr) devono farsi da parte. Il popolo ha perso fiducia in loro» e ha auspicato anche nell’intervento delle forze militari a fianco della rivoluzione del popolo. Per il premio Nobel: «L’Egitto esploderà. L’esercito deve salvare il Paese».

Intanto, giunge dagli Stati Uniti il sostegno del presidente americano Barack Obama che si è dichiarato vicino ai cittadini egiziani e ha tenuto a ribadire di seguire con attenzione la situazione nell’area nordafricana.

Obama ha dichiarato: «Il governo egiziano parli chiaro. E il popolo egiziano sappia che siamo con lui. Gli Stati Uniti  non sono affatto soddisfatti del discorso pronunciato dal presidente egiziano, Hosni Mubarak. Gli Stati Uniti invitano il governo egiziano a fare chiarezza, e a procedere immediatamente verso una transizione inequivocabile che tenga conto delle alte aspirazioni del suo popolo».

S. O.