Enna: permessi di soggiorno facili. Indagato anche un consigliere comunale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:46

Un arresto e cinque persone indagate. E’ questo, per adesso, il risultato del secondo capitolo dell’indagine, portata avanti avanti dalla Digos di Enna e denominata “Ingresso facile”.

L’inchiesta era già iniziata lo scorso anno: quella volta a essere arrestate erano state ben quattro persone.

L’accusa per gli indagati, in entrambi i casi, è quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina tramite il sistema dei nulla osta al lavoro. In pratica, il sistema puntava a lucrare sull’esigenza degli extracomunitari di ottenere quei documenti atti a garantir loro il diritto di permanenza sul suolo italiano.

Secondo alcune indiscrezioni, esisteva un vero e proprio tariffario a cui ogni immigrato doveva sottostare, qualora avesse avuto bisogno degli illeciti favori.

Tra le persone su cui si è indagato, vi sarebbero molti datori di lavoro desiderosi di avere mano d’opera giovane e a basso costo, da poter sfruttare, e anche un consigliere comunale di Vittoria, una cittadina in provincia di Ragusa.

Per gli sfortunati “clienti” di questo servizio, oltre il danno anche la beffa: molti extracomunitari, rintracciati dagli inquirenti, sono stati espulsi e altri loro saranno a breve, poiché le loro istanze nella richiesta dei permessi di soggiorno, non hanno mai avuto quei requisiti di idoneità predisposti dalla legge italiana.

Intanto, sempre in queste ore, la Sicilia continua a essere interessata dal fenomeno dell’immigrazione clandestina: centinaia di nordafricani, perlopiù provenienti dalla turbolenta Tunisia dell’ex dittatore Ben Alì, sono sbarcati sulle coste dell’isola di Lampedusa.

Saranno, un giorno, possibili nuovi clienti?

S. O.

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