Gemelline, un’altra lettera del padre: Le ho uccise. La farò finita

Un’altra lettera, una delle otto inviate da Cerignola (le prime sette contenevano soltanto soldi, ndr), un altro annuncio, ancora straziante: «Le ho uccise».

In una mattinata di frenesia e colpi di scena, il giallo delle gemelline svizzere di cui da dieci giorni non si sa più nulla, dopo essere andate vie con il padre, Matthias Schepp, poi suicida, riempie le pagine dei giornali on line.

Risale a meno di mezz’ora fa, la notizia di un altro messaggio spedito da Schepp alla moglie, Irina Lucidi. Tra le parole utilizzate dall’uomo, anche quella frase che, se corrispondesse alla realtà dei fatti, porrebbe il sigillo definitivo a una tragedia nata dal nulla.

Alessia e Livia, le gemelline di sei anni, sarebbero state uccise dal padre, forse avvelenate, visto che l’uomo in un inquietante e folle gesto di rassicurazione ha scritto «non hanno sofferto».

L’indiscrezione giunge quasi in parallelo a quella che vede nel racconto di una testimone oculare l’ipotesi che le gemelline non fossero state in Corsica soltanto con il padre, ma anche con una misteriosa donna bionda.

A rivelarlo, è un’abitante del luogo che è ha detto di aver visto le bimbe passeggiare serene, mentre il padre discuteva tranquillamente con la donna, dalle sembianze non francesi. Questo particolare aveva fatto sperare che Schepp avesse potuto scegliere di creare una messa in scena con lo scopo di simulare l’assassinio di Alessia e Livia, così da ferire la moglie, colpevole di aver messo fine al loro amore.

Ma poi è arrivata quest’altra lettera e la speranza ha ceduto il passo, ancora una volta, alla paura.

S. O.