I Fratelli Musulmani ‘rifiutano’ il discorso di Mubarak

Questo venerdì 11 febbraio, Mohamed Badia,  guida generale dei Fratelli  Musulmani  egiziani, ha mostrato il “rifiuto totale” di questo gruppo islamico ai discorsi pronunciati ieri giovedì 10, rispettivamente dal presidente del  paese Hosni Mubarak e dal suo vicepresidente, Omar Suleimán.

Nel corso della prima dichiarazione ufficiale del gruppo rilasciata e pronunciata  dopo gli interventi di Mubarak e  Suleimán, Badia ha affermato che:  “I due  comunicati emessi da  Mubarak e dal suo vicepresidente sono  respinti nella maniera più totale dal popolo e noi, del resto, facciamo e siamo parte di questo grande popolo egiziano”.

Mubarak e Suleiman hanno insistito e sollecitato a proposito degli impegni  annunciati, domenica scorsa, dal governo, dopo una riunione che Suleiman  ha fatto alla presenza di  personalità dei partiti dell’opposizione, tra i quali, com’era naturale, si trovavano e si potevano annoverare  anche i Fratelli  Musulmani.

Proprio lo stesso Badia,  l’uomo che si trova in prima linea all’opposizione egiziana, in un comunicato diffuso nella pagina web del gruppo, ha denunciato lo “stile arrogante”  e “la tenacità e caparbietà” di quello che secondo le sue stesse parole: “fara aumentare la nostra rivoluzione, e la  amplierà da un punto vista numerico estendendola anche  geograficamente.”

Badia, inoltre ha richiesto ed intimato a Mubarak di abbandonare in modo totale e senza discussioni il potere e in questo senso, ha sottolineato che  il trasferimento delle prerogative al vicepresidente, annunciato da  Mubarak,  è parte di “un sistema di discorsi ingannevoli con i quali si pretende di lasciare senza effetto le istanze, le esigenze, le  rivendicazioni e le proteste  popolari”.

Tra le  principali misure annunciate, guarda caso,  proprio questo venerdì,  le Forze Armate si sono impegnate a garantire la fine della cosiddetta, “Legge d’Emergenza” così come la riforma di diversi articoli della Costituzione  per garantire l’alternanza nel potere e  la supervisione giudiziaria delle elezioni.

Maria Luisa L. Fortuna