Iran: Ahmadinejad invoca il regime islamico in Egitto

Le potenze arroganti sono alla fine del loro cammino e la vittoria è vicina ed è una conseguenza della rivoluzione iraniana del 1979.In Iran oggi ricorre il trentaduesimo anniversario della rivoluzione, e Mahmoud Ahmadinejad ne approfitta per gettare petrolio sul focolaio mediorientale e nordafricano. Sono iniziate così le manifestazioni ufficiali in tutto il Paese, al grido di “Morte all’America! Morte a Israele!”, con una voglia di liberazione già espressa Venerdì scorso a Teheran, durante la preghiera collettiva nella quale la guida suprema Ali Khamenei aveva esaltato il popolo egiziano, incitandolo a perseverare nella lotta contro il dittatore Mubarak, nemico dei palestinesi e alleato di Israele.

Sono in migliaia a sfilare per le strade della capitale, esaltati da quello che sta accadendo in Tunisia ed in Egitto, e soprattutto infiammati dalle parole del loro Presidente: “Vedremo presto un Medio Oriente libero dall’America e dal regime sionista, dove non vi sarà posto per l’arroganza dell’Occidente”. Un auspicio che da sin dall’inizio ha portato il governo di Teheran a schierarsi dalla parte delle rivolte popolari in Nord Africa. In particolare si seguono con apprensione gli sviluppi degli eventi al Cairo, dove si spera nell’instaurazione di un regime islamico e soprattutto anti americano e anti israeliano. “Egiziani, tunisini, la vostra insurrezione è giusta e noi siamo con voi”. Così gridano i manifestanti per le strade dell’Iran, dove invocano per quei Paesi una svolta khomeinista.

Ma i tumulti e gli entusiasmi per le possibili svolte in nord Africa, si mischiano ad una tensione con le opposizioni che prosegue da quando Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, candidati alle presidenziali del 2009 e rivali di Ahmadinejad, contestarono il risultato delle urne. Già la prima ondata di proteste provocò decine di morti e migliaia di arresti. E nemmeno in questi giorni il regime di Teheran è intenzionato ad abbassare la guardia rispetto ai suoi oppositori interni. Ieri, infatti, lo stesso Karrubi è stato posto agli arresti domiciliari, dopo che le opposizioni avevano chiesto al governo di poter tornare il piazza il 14 Febbraio.

Pochi individui che cercano di offuscare l’immagine splendente della rivoluzione” li ha definiti Ahmadinejad; “ma sono sicuro ha proseguito – che il popolo è vigile e continuerà sul cammino divino facendo fallire le trame di tutti i nemici”. Un monito che l’Iran vuole lanciare a tutto l’Occidente.

Cristiano Marti