L’Activision annuncia la fine dell’era “Guitar hero”

CHIUSA LA PRODUZIONE DEL CELEBERRIMO VIDEOGIOCO MUSICALE

Vorreste suonare la chitarra come un dio del rock ma non avete voglia di imparare la musica? Fino a pochi anni fa avreste dovuto arrangiarvi e continuare a sognare. Poi, dal 2005, è arrivata la Activision con una delle trovate più  rivoluzionarie dello scorso decennio, il famigerato Guitar Hero: un videogioco, con tanto di chitarra finta incorporata, in cui la pressione dei tasti giusti al momento giusto dava la possibilità di riprodurre virtualmente sulla propria consolle alcuni brani che hanno fatto la storia del rock, con tanto di band di accompagnamento e applausi virtuali. Ora, dopo oltre 35 milioni di copie vendute e oltre due miliardi di dollari incassati la Activision ha reso pubblica la notizia: l’era di Guitar Hero è finita.

L’azienda ha infatti annunciato la chiusura della Business Unit relativa alla produzione della fortunatissima serie e la cancellazione dell’ultimo titolo della collana, la cui uscita era previsto proprio per quest’anno. La motivazione è molto semplice: il calo di richiesta per videogiochi a tema musicale ha avuto un abbassamento drastico negli ultimi tempi, portando la compagnia ad una perdita di utili di circa 233 milioni di dollari. Lo stesso amministratore delegato della Activision, Eric Hirshberg, aveva reso noto che  “negli ultimi due anni la domanda per giochi musicali basati sulle periferiche è diminuito a un ritmo impressionante”.

In effetti l’ultimo numero della serie, Warriors of rock, aveva venduto solo 100 mila copie; davvero troppo poco per un gioco che in precedenza aveva registrato delle cifre a dir poco impressionanti. La decisione di chiudere la serie però sarà tutt’altro che indolore, visto che la fine di Guitar Hero comporterà il licenziamento di oltre 500 persone. Con l’intensa attività di produzione che ha ancora l’azienda americana, però, legata soprattutto al cult World of Warcraft, c’è da sperare che ci sia qualche possibilità di reimpiego per il personale tagliato.

Così, dopo 6 anni di dominio incontrastato, di popolarità alle stelle, di promozione da parte di rockstar come Slash e Gene Simmons, di “capatine” in popolarissimi cartoons come Southpark e i Simpson, finisce l’era dei chitarristi virtuali. Cosa faranno ora i tanti “guitar heroes” sparsi per il mondo, senza il prodotto che ha regalato loro quindici minuti di popolarità virtuale? Bè, potranno consolarsi con il gioco open source Frets on fire; oppure, perché no, possono sempre imbracciare una chitarra vera, chissà che non li piaccia.

Roberto Del Bove