Lampedusa, Maroni: Rischio crisi umanitaria, bisogna intervenire

Continuano gli sbarchi a Lampedusa.

Stamane altri due barconi sono approdati, nel porto della piccola isola a sud della Sicilia, scortati dagli agenti della Guardia Costiera. A bordo un totale di più di 250 immigrati.

I viaggi della speranza, che vedono in Lampedusa la meta definitiva, sono ripresi negli ultimi giorni con particolare frequenza. Il motivo è ricollegabile alla situazione politica in diversi paesi del nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo, tra cui quella Tunisia che è stata di recente caratterizzata dalle violente proteste contro il regime di Ben Alì.

La maggior parte degli extracomunitari arrivati sul suolo italiano ha dichiarato, appunto, di essere di cittadinanza tunisina con la speranza di poter esser accolto come rifugiato politico.

Sull’emergenza immigrazione si è espresso anche il ministro degli Interni, Roberto Maroni: «La grave crisi sociale e politica dei Paesi del Maghreb crea il rischio di una veraemergenza umanitaria, le probabilità di fuga di clandestini in Italia sono altissime».

Maroni ha poi proseguito: «Il problema è che l’accordo bilaterale che abbiamo con Tunisi e che ha permesso finora di gestire in modo efficace il contrasto all’immigrazione clandestina non viene attuato dalle autorità tunisine proprio per la situazione di crisi. C’è una incapacità di fronteggiare la situazione da parte delle autorità tunisine. Dobbiamo intervenire e studieremo le misure adeguate».

S. O.