Riccardo Scamarcio a teatro nel ruolo di Romeo: violenza di provincia

Sarà che Shakespeare è sempre Shakespeare, sarà che quando si tratta degli sfortunati amanti di Verona chiunque, a tratti, sempre vacilla, sarà che Riccardo Scamarcio nelle vesti di Romeo gratifica e appaga stuoli di donne. Ma sarà anche che l’attore ce l’ha davvero messa tutta al fine di guadagnarsi una legittima credibilità professionale che non fosse strettamente correlata al fascino che ipnotizza tante ammiratrici.

Il pugliese è dunque pronto per raccogliere una sfida non facile: dopo aver combattuto i fantasmi di Step, ruolo che l’ha reso noto al grande pubblico pretendendo come pegno un marchio a fuoco di “attore utile al sollazzo delle teen ager” che anni di prove convincenti di talento hanno finalmente cancellato, anche se il pregiudizio è sempre arduo da estirpare, ora torna nelle vesti dell’eroe romantico e tragico per antonomasia di tutta la drammaturgia teatrale occidentale.

Il giorno di San Valentino debutta al teatro Eliseo di Roma “Romeo e Giulietta” per la regia di Valerio Binasco che propone un’interessante rilettura dell’intramontabile classico. Il contesto proposto è in bilico tra contemporaneo ed immaginifico, proponendo un parallelismo ai reiterati episodi di violenza consumatasi in quella provincia italica apparentemente sonnolenta che si sveglia, a tratti, giusto per chiedere il proprio tributo di sangue.

“Questo spettacolo nasce con uno spirito anarchico e ribelle. In un momento di tagli alla cultura, come quello che stiamo vivendo, in cui tutto sembra impossibile, bisogna rischiare e fare. Non possiamo aspettare la risposta da quei rimbambiti che fanno politica del nostro mestiere, dobbiamo far capire loro che la vera risposta alla crisi dell’arte sono gli artisti. Quello che voglio dire è che possiamo farcela anche senza di loro, perfino contro di loro. È ora che gli artisti prendano in mano la loro economia” ha dichiarato il regista.

Per lo spettacolo si è già quasi registrato il sold out, innegabile calamita per il pubblico è stata la presenza di Scamarcio ma anche l’opera di Shakespeare riscuote sempre immensi successi, nella fattispecie la vicenda dei due innamorati infelici ha creato un vero e archetipo dell’amore disperato, illogico ed eterno.

Sono abbastanza agitato – confessa Riccardo Scamarcio – è una prova difficile, ma, al di là delle possibili critiche, ho già vinto la mia battaglia. Ho imparato cose nuove e riconfermato il ruolo terapeutico di questo mestiere, mi sentivo affettato e ora mi sono ricompattato“.

Valeria Panzeri