Ancora sbarchi. Emergenza umanitaria. Convocato un Cdm straordinario

Convocato un Cdm straordinario per gestire la crisi umanitaria che si sta verificando con numerosi sbarchi sulle coste italiane.
Sono oltre 300 le persone sbarcate nella notte, quasi tremila negli ultimi tre giorni. Alle 12,30 si svolgerà un Consiglio dei Ministri straordinario convocato a Palazzo Chigi, dichiarerà lo stato di emergenza umanitaria a seguito dell’eccezionale afflusso di cittadini dei Paesi del Nord Africa, innescato dagli eventi che stanno mutando il volto politico del Maghreb.
Allestito anche un ponte aereo per il trasferimento dei clandestini in altri centri di identificazione, considerato che la struttura sull’isola di Lampedusa resta chiusa. Altri immigrati vengono trasferiti con un traghetto della Siremar, rimasto in servizio appositamente.

La preoccupazione di Prodi, ex presidente della Commissione europea.
Se in questi Paesi la situazione sfugge al controllo, certamente la conseguenza non può che essere questa. Ma io non sono pessimista e penso che la Tunisia si riorganizzerà. E’ chiaro che, se è disperata, questa gente non vede altro che lo sbocco verso nord, non ha alternative a queste situazioni tragiche.
Dobbiamo lavorare molto, l’Europa dovrebbe essere più presente perché, in questi momenti, se vogliamo evitare esodi di massa, bisogna essere presenti, dare speranza, aiutare le trasformazioni, essere vicini ai bisogni fondamentali di questa gente. Attualmente, non ci siamo.

Sostegno anche da monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.
Siamo ben contenti che ci sia questa attenzione e vigilanza nei confronti di queste fasce e gruppi di immigrati, di profughi che rischiano di rimanere abbandonati a se stessi ed è apprezzabile che si diffonda a tutti i livelli questa attenzione e questa sensibilità. 
Crociata assicura la continuità dell’impegno della chiesa. Noi abbiamo fatto sempre questo lavoro e continueremo a farlo, anche perché fa parte della nostra identità e della nostra missione.

Matteo Oliviero