Bunga-Bunga party con Nadia Macrì: polemiche a Rosignano


Sui manifesti pubblicitari, Nadia Macrì, in posa, pubblicizza il primo Bunga-Bunga party, che si terrà questa sera in una discoteca di Rosignano.

La ragazza, ricordiamo, è stata una delle prime escort a parlare delle notti di Arcore.

I cittadini, però, non intendono accostare il nome del proprio paese ad uno scandalo di cui non ci sarebbe, esattamente, da festeggiare.

L’assessore alle politiche educative e giovanili di Rosignano, Elena Ciaffone del Pd, si dice perplessa, in quanto “fa tristezza pensare che nel 2011 ci sia interesse per la morbosità suscitata da questi fatti che ci fanno tornare indietro di secoli”.

L’assessore ha riflettuto sulla possibilità di intervenire in merito, soprattutto per i numerosi messaggi ricevuti da quanti si dicevano sconvolti dal Bunga-Bunga party: “Ogni parola in più risulta pubblicità aggiuntiva all’evento, forse sarebbe il caso di ignoralo e trattarlo come semplice trovata pubblicitaria. Anche se, tanto è legittima la posizione dei titolari del locale, quanto quella che si ritiene estraneo a proposte di questo tipo”.

Anche Susanna Camusso, segretario della Cgil, parla di uno scenario alquanto desolante, succeduto alla morbosità manifestata per lo scandalo Ruby.

Il Bunga-Bunga party “è conseguenza di un progressivo slittamento del linguaggio e delle modalità con cui si sta vivendo in questo Paese. L’idea è sempre quella di privilegiare e di stare con i potenti, invece di rispettare le persone”, continua ancora la Camusso, parlando poi della manifestazione di domani, cui parteciperà indossando con la simbolica sciarpa bianca, “questa sciarpa è il simbolo con cui domani saremo in tutte le piazze d’Italia con lo slogan Se non ora quando, cioè Se non ora, quando l’Italia deve tornare a essere un Paese in cui le donne si sentano cittadine e persone riconosciute?”.

La manifestazione è stata preceduta da una serie di cortei collaterali, che hanno visto schierati anche i difensori di Silvio Berlusconi in due occasioni: la protesta nei pressi del palazzo di Giustizia, e l’iniziativa lanciata da Giuliano Ferrara al Teatro Dal Verme di Milano, In mutande ma vivi.

Carmine Della Pia