Dopo oltre vent’anni la “Cavalleria Rusticana” ritorna in scena al Teatro Bellini di Catania

A più di vent’anni di distanza dall’ultima rappresentazione, ritorna al Teatro Massimo Bellini di Catania, insieme a “Pagliacci” di Leoncavallo,  “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, uno dei capolavori della lirica mondiale. Otto gli spettacoli previsti, a partire dall’attesa prima fissata per giovedì 17 febbraio e fino al 27 febbraio, con Giulio Ciabatti alla regia, Maurizio Arena alla direzione musicale e Giovanna Casolla, Kristin Lewis, Rubens Pelizzari e Alberto Gazale come interpreti.

Ad accompagnare l’evento, la mostra documentaria “Cavalleria Rusticana da vedere”, curata da Sarah Muscarà, Enzo Zappulla e Virginia Carnabuci in collaborazione con l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano. Allestita nel foyer del teatro sarà inaugurata giovedì prossimo e rimarrà visitabile per l’intero periodo di programmazione dell’opera.

Un percorso espositivo singolare che, mediante materiali inediti e rari come fotografie, bozzetti, costumi, elementi scenografici, manifesti teatrali e cinematografici, spartiti, copioni, lettere e cimeli, ricostruisce la fortuna scenica che ha accompagnato il celebre dramma di Giuseppe Verga.
Dalla storica mise en scene del 1884 al Teatro Carignano di Torino, da parte della Compagnia di Cesare Rossi, con una straordinaria Eleonora Duse, al grande successo della versione lirica del 1890, al Teatro Costanzi di Roma, con il soprano Gemma Bellincioni e il tenore Roberto Stagno, che ha procurato al Verga, insieme a fama e guadagni, anche liti e amarezze.

«Dall’oblio riaffiorano, grazie ai preziosi documenti d’archivio, le complesse dinamiche relative all’universo creativo della scrittura teatrale, musicale e cinematografica, legate alle logiche socio-culturali del tempo», ha spiegato la curatrice Sarah Muscarà. «Si materializza, in tal modo, un’intera stagione di fervida passione intellettuale. Parole, sguardi e gesti, fissati ora dal tratto della penna ora dallo scatto fotografico, costituiscono un notevole tributo alla storia della cultura tra Otto e Novecento».

Valentina De Simone