Ferrara raccoglie i sostenitori del premier. “In mutande ma vivi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:27

1500 persone hanno riempito questa mattina il teatro Dal Verme per la il comizio del direttore del Foglio Giuliano Ferrara, che ha arringato la platea difendendo le ragioni del presidente del Consiglio e attacando i moralisti e i giudici.
L’iniziativa In mutande ma vivi è stata la risposta contro i puritani che la settimana scorsa si sono ritrovati al PalaSharp di Milano per chiedere le dimissioni di Berlusconi, indagato per i reati di concussione e prostituzione minorile.

Nel suo intervento dal palco di Ferrara ha ribadito la versione data al Tg1 due giorni fa: Berlusconi ha peccato come pecca ogni essere umano (anche se pochi esseri umani sono indagati per due procedimenti penali gravi quali prostituzione minorile e concussione)  e la magistratura confonde le inclinazioni naturali con i reati e ha l’intento di mandare a casa il premier.
Azione coadiuvata dal sistema informativo, sempre secondo Ferrara, in primis il gruppo Espresso.

E’ stato un errore quello di Berlusconi, di telefonare alla questura, ha detto Ferrara ma ci hanno fatto sopra una battaglia puritana. E’ stata una telefonata di cortesia. Ci è stato costruito sopra un romanzo per entrare nelle vite degli altri, e siccome ogni uomo ha un punto debole spiano e guardano dal buco della serratura. Cosa ne stiamo facendo del diritto, della privacy?. E poi, riferendosi sempre al premier, le ragazze gli si affollano intorno, perché lui è sorridente, sono cresciute col mito di quest’uomo che ha creato la tv e che è sempre generoso con tutti, quindi anche con loro.

In tutta risposta alla manifestazione organizzata questa mattina da Ferrara, Sara Giudice, giovane militante del Pdl, voleva consegnare a Ferrara le 12 mila firme raccolte contro la Minetti. Ferrara le ha rifiutate.
La Minetti, ha detto Giudice per spiegare la sua iniziativa, rappresenta un modo di fare politica che a noi non piace. Non si tratta di essere puritani ma di non avere paura di chiedere alla politica di essere da esempio anche per i giovani.

Matteo Oliviero