Gemelline, mamma Irina: Vado in Corsica a cercare le mie bimbe

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:01

Irina Lucidi è tornata a parlare, per fare sapere a tutti che lei, la mamma di Alessia e Livia, le due gemelline di sei anni che qualcuno teme siano morte e di cui non si ha più notizia dall’ultimo giorno di gennaio, non ha nessuna intenzione di arrendersi. Perché vuole la verità e perché è convinta che le due bimbe possano essere ancora in vita.

L’ex signora Schepp, in una dichiarazione rilasciata a Tgcom ha detto: «Sono distrutta, ma devo continuare ad avere tanta forza. Farò di tutto per ritrovare Livia e Alessia, o almeno per scoprire fino in fondo la verità».

Trovatasi di colpo al centro di un incubo, con un ex marito suicida e possibile assassino delle proprie figlie, Irina ha detto di stare valutando la possibilità di partire per la Corsica «per indicare nel dettaglio i luoghi frequentati in precedenza con il marito e le figlie». L’isola francese è, a meno di clamorosi sviluppi nel corso delle indagini, la terra che ha accolto il segreto di Matthias Schepp, il padre di Alessia e Livia.

Non è ancora dato sapere se vive o già morte, ma le bambine, stando ai dati e alle informazioni acquisite dagli investigatori, dovrebbero trovarsi proprio lì.

A lasciarlo pensare è soprattutto un dettaglio: Schepp e le gemelline sono partiti il 31 gennaio con un traghetto salpato da Marsiglia e destinato a Propriano, poi dopo una giornata passata sull’isola – dove peraltro una donna, Olga Ornek, ha dichiarato di aver riconosciuto le bambine passeggiare nei pressi del molo mentre l’uomo era intento a discutere con una misteriosa donna bionda – il padre ha preso un biglietto per ritornare a Tolone, partendo da Bastia.

Dai registri di bordo è emerso un fatto inconfutabile: le due gemelline non erano su quella nave.

E allora Irina ha deciso che forse è giunto il momento per ritornare in quella Corsica che in un passato non troppo lontano era stata meta di gioiose vacanze e che ora potrebbe nascondere un incubo. Ma anche la speranza.

S. O.