Gemelline: si cerca in Corsica, ma un barista le ha viste ad Ascoli

Un nuovo avvistamento nel giallo attorno alla scomparsa di Alessia e Livia, le gemelline svizzere di sei anni, di cui non si sa più nulla dopo che le bimbe hanno passato l’ultimo fine settimana di gennaio con il padre, quel Matthias Schepp, quarantatré anni, che il 4 febbraio si sarebbe suicidato a Cerignola.

Fino a ieri, l’ultima traccia delle figlie di Schepp era costituita dal biglietto del traghetto che da Marsiglia ha portato le piccole fino a Propriano, in Corsica. E’ proprio nella piccola località dell’isola francese che una donna, Olga Ornek, ha riconosciuto le bimbe mentre passeggiavano vicino al molo. A poca distanza da Alessia e Livia vi erano il padre e una misteriosa donna bionda, di cui non si conosce ancora l’identità.

Le ricerche degli investigatori si sono spostate con insistenza in terra corsa, perché la convinzione di tutti è quella che ritiene altamente probabile che le bimbe, vive o morte non lo si sa più, si troverebbero proprio lì, nascoste da qualche parte.

A rafforzare tale convinzione è stata anche la scoperta dell’unico biglietto acquistato da Schepp per fare ritorno da Bastia a Tolone, in Francia. Su quel traghetto, Alessia e Livia, non dovrebbero esserci mai salite.

Tuttavia, poco fa è stata resa nota l’indiscrezione circa un nuovo avvistamento: un barista di Ascoli avrebbe dichiarato di aver visto Alessia e Livia, insieme al padre, nel proprio locale, il 2 febbraio.

Un abbaglio – simile a quello che avrebbe colto una ristoratrice di Cerignola, che negli scorsi giorni disse di aver visto le bimbe nel proprio locale, fatto poi non dimostrato dalle analisi delle registrazioni fatte dalle telecamere di sicurezza – o cos’altro?

Come sarebbero ritornate le bambine dalla Corsica se Schepp acquistò un solo biglietto per Tolone?

Il mistero si infittisce, gli animi rimangono sospesi tra l’angoscia di una probabile triste realtà e la speranza che quelle bambine siano ancora vive, perché erano troppo belle per morire.

Fedor Dostoevskij, un giorno scrisse «La bellezza salverà il mondo». Basterà questa volta a salvare la vita di due bimbe innocenti?

Simone Olivelli