Gemelline: vacilla la testimonianza del barista di Ascoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:37

Il nuovo testimone oculare che avrebbe visto ad Ascoli le gemelline svizzere, Alessia e Livia, scomparse da undici giorni e di cui si teme la possibile uccisione, non sarebbe attendibile.

E’ questo ciò che trapela dagli uomini della Squadra Mobile di Ascoli, coordinati da Maurilio Grasso: il racconto dell’uomo, un barista della città marchigiana, sarebbe vago e dunque non utile alle indagini.

Stefano Bonelli, titolare del Bon’s Bar, situato nei pressi dell’area di servizio lungo la via Piceno Aprutina, sostiene di aver visto Matthias Schepp, il padre suicida delle bambine, insieme alle figlie lo scorso 2 febbraio.

Le parole di Bonelli sarebbero avvalorate dalla testimonianza di altre avventori del locale, i quali assicurano che quel mercoledì un auto con targa svizzera passò di lì e dal finestrino si intravidero i volti di Alessia e Livia. Alla guida dell’Audi vi sarebbe stato, appunto, il padre.

Il barista ha dichiarato di aver fatto mente locale, soltanto dopo aver visto in tv l’appello della madre delle bimbe, Irina Lucidi, che negli scorsi giorni ha partecipato alla puntata settimanale del programma Chi l’ha visto?.

Sarà importante, dunque, per gli inquirenti assicurarsi della possibile veridicità di questa storia perché qualora Bonelli avesse visto bene, verrebbe stravolto l’intero iter delle ricerche: ad oggi, si pensa che Alessia e Livia siano, vive o morte, in Corsica poiché non vi è nessuna prova che dimostri che le due abbiano lasciato l’isola francese, a differenza di ciò che ha fatto – un biglietto di un traghetto partito da Bastia e diretto a Tolone lo dimostra – il signor Schepp.

Nell’attesa di saperne di più, gli investigatori sono impegnati nel tentativo di ritrovare il navigatore e il registratore utilizzati da Schepp durante il viaggio: all’interno di essi potrebbero trovarsi dettagli fondamentali per potere venire a capo di questa ingarbugliata matassa.

S. O.