Giustizia, Borrelli: intollerabili leggi per sottrarre Berlusconi a processo

Francesco Saverio Borrelli, il procuratore di Milano ex capo del pool ‘Mani pulite’, intervistato da ‘Repubblica’ non nasconde la sua amarezza e la ”sensazione sgradevole” di vedere ”rovesciato il senso” del suo celebre motto ”resistere, resistere, resistere”, un tempo pronunciato contro la corruzione e oggi ”utilizzato contro la legalità”.

”Ho l’impressione – dice Borrelli – che quell’invito a resistere come su una linea del Piave oggi non sarebbe raccolto. C’è stato uno sfarinamento della sensibilità per la cultura della legalità”.

Non hanno pertanto senso le critiche di chi oggi bolla l’inchiesta giudiziaria come puritanesimo e spionaggio dal buco della serratura o sotto le lenzuola del presidente del Consiglio.

”Mi sembra chiarissimo – sostiene il procuratore di Milano – che fin dal primo momento ci sia stato un tentativo di mescolare il piano giuridico processulae con un altro che attiene più al buon gusto o all’estetica. E’ stata creata ad arte una confusione per convincere la gente a dare un giudizio negativo su questa indagine. Con l’accusa di puritanesimo e di voler guardare dal buco della serratura. Dimenticando che lo spettacolo non è poi così commendevole per un capo di governo”.

Secondo Borrelli, ”la risposta non deve essere affidata alla repressione moralistica dei comportamenti. Se Berlusconi vuole cenare con 25 ragazze lo faccia. Quello che è intollerabile – sottolinea – è che dovendosi difendere dalle accuse, i suoi colonnelli stiano studiando riforme di carattere processuale e sostanziale con il solo scopo di sottrarlo al giudizio del tribunale. Questa è la cosa più grave. Una prassi vergognosa che non sarebbe possibile in nessun Paese civile”, conclude l’ex capo del pool ‘Mani pulite’.

Raffaele Emiliano