Idv vs Ferrara: italiani lasciati in mutande dal Cav

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:01

Contro la manifestazione che Giuliano Ferrara ha animato oggi in un affollatissimo teatro di Milano è scesa in campo l’Italia dei valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha infatti preso le distanze dal raduno “anti puritani” promosso dal direttore de Il Foglio, prendendo in prestito lo spot scandito oggi dai supporter del premier per rimarcare lo stato di crisi profonda in cui versa il nostro Paese.

In mutande è il governo che ha lasciato gli italiani – ha scritto in una nota il portavoce dei dipietristi Leoluca Orlando, che ha snocciolato i dati del malessere nazionale – Disoccupazione giovanile al 29%, aziende che chiudono, inflazione galoppante, precari e pensionati che non arrivano alla fine del mese”. Un quadro desolante che, per i seguaci di Di Pietro, non può essere trascurato e rivendica, piuttosto, un intervento immediato e risolutivo.

Ma non è tutto perché l’Idv aveva già levato la voce contro il vulcanico giornalista che qualche giorno fa aveva fatto capolino nell’edizione serale del Tg1. Presente nello studio del telegiornale della rete ammiraglia, Ferrara aveva infatti preso le difese del premier, puntando l’indice contro la magistratura politicizzata di Milano e la folla dei neopuritani sedotti dalla smania forcaiola.

“Anche questa sera – aveva scritto il solito Leoluca Orlando in una nota riferendosi all’apparizione televisiva del direttore de Il Foglio – gli spettatori del Tg1 hanno assistito a uno spettacolo indecente. La difesa d’ufficio di Berlusconi da parte di Giuliano Ferrara, addirittura presente in studio, è stata a dir poco vergognosa

“Per l’ennesima volta – aveva continuato il dipietrista – Minzolini si conferma megafono di palazzo Chigi e primo avvocato difensore del presidente del Consiglio. Ci appelliamo all’Agcom affinché intervenga per ristabilire un minimo di credibilità nel principale tg del servizio pubblico. I cittadini che pagano il canone – aveva concluso caustico Orlando – non meritano questo scempio“.

Maria Saporito