“Rom Raus” e “Rom -4”: scritte antisemite e svastiche a Roma

All’idiozia umana non c’è limite, men che meno alla vergogna. Così, a pochi giorni di distanza dal rogo in cui hanno perso la vita quattro bimbi Rom, a Roma è il momento della vergogna.

Le scritte ‘Rom -4’ e ‘Rom Raus’ (che significa ‘rom fuori’, ndr), corredate da svastiche sono comparse questa mattina su un muro in via della Pisana (quartiere Bravetta), all’altezza del civico 64. A rendere noto il grave episodio, chiaramente riferito alla morte dei 4 bimbi causata dall’incendio della baracca in cui dormivano, è stato il capogruppo Pd del XVI Municipio, Raffaele Scamardì, il quale ha ricordato che “non è il primo episodio del genere; già l’anno scorso, vicino alle poste di via di Bravetta, un’altra scritta antisemita prendeva come bersaglio Anna Frank. È una vergogna che va subito cancellata, e se non interviene immediatamente il decoro urbano, come la scorsa volta, lo faremo noi di nostro pugno insieme ai cittadini del quartiere. È ora di finirla di sottovalutare tali episodi. Sono gravi e le autorità devono riuscire a trovare i responsabili soprattutto in un momento delicato come questo”.

A comunicare che le “vergognose scritte” sono state cancellate (dopo i necessari rilievi compiuti dalla Polizia scientifica), è stata nel primo pomeriggio una nota del Campidoglio.

Unanime la condanna dal mondo politico. Per il il governatore del Lazio, Renata Polverini, si tratta di un “gesto vergognoso” che “merita solo indignazione e la più ferma condanna”. “Mi auguro che le scritte vengano rimosse al più presto”, ha aggiunto, esprimendo solidarietà “alla comunità rom e alla famiglia dei quattro bimbi deceduti nel rogo di domenica”. “Sono gesti inqualificabili – ha concluso la Polverini – fatti da sconsiderati, insensibili persino di fronte alla morte quattro bimbi. Si tratta di elementi razzisti e violenti che tutti abbiamo il dovere di isolare senza abbassare la guardia”.

Di simile tenore la reazione del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, secondo il quale le scritte “sono senza anima e quel simbolo di triste memoria, responsabile di tante tragedie nel passato, non appartiene certamente alla cultura di Roma. Non sarà il gesto isolato di pochi imbecilli a offuscare la memoria di quattro bambini innocenti”.

Raffaele Emiliano