Caso Ruby, Cicchitto attacca il Pd: “Giustizialista e bigotto”

”Assistiamo a quest’ultima degenerazione che si dipana lungo una vertiginosa successione di involuzioni culturali prima che politiche. Infatti il nostro Paese e il nostro sistema politico hanno avuto questa serie concatenata di disgrazie: prima il più grande Partito Comunista dell’Occidente, organicamente legato a Mosca, poi con il Pds-Ds un partito giustizialista e massimalista, infine adesso con il Pd un partito non solo giustizialista e massimalista ma anche strumentalmente bigotto”. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, torna ad attaccare l’atteggiamento dell’opposizione e del suo principale partito in merito allo scandalo Ruby.

“La totale assenza di un partito socialdemocratico e riformista – continua Cicchitto – costituisce una autentica catastrofe per la qualità della lotta politica in Italia ed è una delle cause, insieme all’indebito intervento in politica di una corrente di magistrati, dell’imbarbarimento in corso”.

Quanto alle colpe dell’attuale clima di veleni nella politica nazionale, ”non sono certamente Berlusconi e il Pdl a ricercare scontri istituzionali e litigi politici, ma la situazione viene portata a un punto di rottura quando un nucleo della magistratura forza i limiti offerti proprio dalla Costituzione e dall’ordinamento giudiziario costituiti contemporaneamente dal ruolo del giudice naturale che nel nostro caso è il Tribunale dei ministri e anche dalla stessa competenza territoriale che è Monza e non Milano. A tutto ciò – dichiara il capogruppo del Pdl a Montecitorio – si aggiunge il fatto che l’opposizione, priva di una forza propria in Parlamento e nel Paese, utilizza come arma impropria proprio questo indebito intervento nello scontro politico da parte di un nucleo di magistrati. Tutto ciò crea una ferita anche istituzionale e di sistema. E con questo vulnus – conclude Cicchitto – è evidente che ogni livello istituzionale si deve misurare per determinarne la cura e il superamento”.

Raffaele Emiliano