Via “all’emendamento Alemanno”. Roma da 12 a 15 assessori

L’emendamento noto come emendamento Alemanno è stato presentato qualche settimana fa dal vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo con una scia di polemiche, ma ieri ha avuto il via libera ed è stato ufficialmente inserito nel decreto milleproroghe: consentirà a Roma e alle altre città che superano il milione di abitanti, di riportare da 12 a 15 gli assessori.

Cancellata dunque una parte della norma della Finanziaria 2008, targata Romani Prodi, che tagliava consiglieri e assessori nelle giunte locali.
Un emendamento che crea una bufera col Pd che attacca, criticando la moltiplicazione delle poltrone per Alemanno.
Perché, se fosse approvato in via definitiva, già dal primo marzo il sindaco di Roma potrà allargare la sua squadra.

Cutrufo difende il suo provvedimento: L’operazione è stata portata avanti senza aggravio di spese. La notizia è proprio questa: tra i 15 emendamenti che ho presentato ce n’è uno, prodromo di quello relativo al mantenimento dei 60 consiglieri, che mette un tetto alle spese agendo sul taglio ai rimborsi dei consiglieri rendendo di fatto quel mantenimento non svantaggioso economicamente.

Non la pensa così il Pd: È vergognoso che per continuare a galleggiare imbarcando nuovi adepti in giunta, il sindaco Alemanno abbia promosso un emendamento che porta a quindici gli assessori della città di Roma. Oltretutto per pagare queste nuove poltrone per Alemanno si dovrà attingere a un fondo del ministero delle Finanze per il recupero delle tasse. Ancora una volta per salvare Alemanno si utilizzano i soldi dei cittadini contribuenti.
Esulta, invece, la maggioranza. Questa è una importante vittoria per la nostra città, spiega Luca Gramazio, capogruppo Pdl in Campidoglio. Troviamo giusto che l’Assemblea capitolina sia in grado di rappresentare degnamente il territorio.
Dello stesso parere anche il suo vice Antonio Gazzellone: Il Parlamento riconosce la peculiarità e la specificità di Roma Capitale.

Matteo Oliviero