Anonymous attacca ancora siti istituzionali: “Aspettateci”


A distanza di una sola settimana, prosegue la Campagna d’Italia a opera di Anonymous Italy: attaccati ancora i siti istituzionali.

Gli hacker del gruppo anonimo rivendicano un assalto cui avrebbero partecipato “in 1400” contro i siti governo.it, senato.it, parlamento.it e quelli del gruppo Mediaset.

Come avvenuto lo scorso 6 febbraio, per l’attacco programmato con un comunicato già dal 30 gennaio, anche in questo caso è stata utilizzata la tecnica Ddos, Distributed Denial of Service, in termini sintetici: negazione del servizio, traguardo raggiunto saturando la banda dei server.

I siti sono stati “inaccessibili per alcune ore”, anche se la Polizia Postale afferma di aver registrato solo “qualche criticità al sito del governo, gli attacchi della Camera e al Senato sono falliti”.

La decisione di un secondo attacco da parte di Anonymous è stata presa a fronte di “un lungo dibattito che ha coinvolto i non-italiani”.

Nella nota che ha preceduto la mossa odierna, si legge: “Anonymous non accetta che alla Camera, durante un dibattito, ci siano politici che si addormentano o peggio iniziano a usare un linguaggio scorretto, con cori da stadio o addirittura venendo alle mani. Mentre loro litigano fuori da quella sede istituzionale centinaia di migliaia di famiglie non arrivano a fine mese”.

Il responsabile di Arbor Networks, Ivan Straniero, ha rilasciato un’intervista all’Ansa: “Non c’è dubbio che gli attacchi Ddos, per ottenere un blocco politico o economico, sono uno strumento efficace e poco costoso, dato che per realizzarli basta un tool da poche decine di dollari. Gli strumenti per contrastarli ci sono già. Ci sono software che permettono di vedere la qualità delle trasmissioni su Internet, per poter prendere adeguate misure correttive e di sicurezza contenere quello che non è legittimo”.

Per l’esperto, la tecnica alla base degli attacchi di Anonymous, il Ddos, avrà breve vita, come per i virus, attualmente contrastati con innumerevoli antivirus: “Quando sono comparsi i virus informatici, nessuno sapeva come affrontarli. Poi le aziende cominciarono a dedicarsi al problema e arrivarono gli antivirus. Succederà lo stesso per i Ddos”.

Carmine Della Pia