Clima teso tra il Colle e palazzo Chigi

Dopo l’incontro di venerdì pomeriggio e la nota vergata ieri dal Quirinale, i rapporti tra Silvio BerlusconiGiorgio Napolitano rischiano adesso di compromettersi definitivamente. Il Cavaliere e l’ex comunista non hanno mai manifestato grande simpatia reciproca ma hanno finora garantito il mantenimento dei cordiali rapporti istituzionali imposti dal protocollo.

Ad oliare i loro incontri ci ha sempre pensato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, abilissimo e felpato mediatore, ma questa volta sembra che neanche l’infaticabile braccio destro del premier sia riuscito a contenere il risentimento del presidente del Consiglio, insolentito da quelle righe trasmesse ieri dallo staff del Colle in cui viene paventata la possibilità di porre fine anticipatamente alla legislatura.

Un’opzione che ha fatto andare Silvio Berlusconi in escandescenze e che ha spinto i berluscones di più stretta militanza a gridare allo “scandalo” e al“golpe” per quanto quella di sciogliere le Camere, dopo la consultazione dei presidenti dei due rami del Parlamento, sia una prerogativa costituzionalmente riconosciuta al capo dello Stato.

Di tutt’altro avviso gli esponenti dell’opposizione, che hanno manifestato grande apprezzamento per la precisazione evidenziata da Napolitano nella nota diffusa ieri. “Il presidente della Repubblica – ha notato ieri il finiano Adolfo Urso – si dimostra un vero garante della Costituzione“, mentre Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, ha auspicato che “Berlusconi ascolti il Quirinale e non incendi il clima”.

Dal canto suo, il leader del Pd, Pier Luigi Bersani ha ieri rimarcato la richiesta di dimissioni di Silvio Berlusconi: “Le elezioni a questo punto – ha spiegato – sarebbero il male minore. Il Parlamento è bloccato, mentre continua la campagna acquisti per garantire alla maggioranza un minimo di stabilità”.

Maria Saporito