Gemelline: chi era la donna bionda insieme ad Alessia e Livia?

La mattina di dodici giorni fa, era il primo giorno di febbraio, e a Propriano una donna, Olga Ornek, vide quella che in apparenza sembrava essere una famiglia come tante: un uomo, una donna, due piccole bambine. Erano tutti biondi e Olga, non riconoscendone i volti, pensò potessero essere dei turisti.

Propriano è un piccolo comune nel sud della Corsica con poco più di tremila abitanti e da quelle parti ci si conosce un po’ tutti. Quei quattro dovevano essere per forza dei forestieri, come tanti altri d’altronde.

Passarono appena tre giorni e a centinaia di chilometri a sud – est un uomo biondo si gettò sui binari della stazione di Cerignola, in Puglia, consegnando alla velocità di un Eurostar la propria vita. La propria morte. Si venne a sapere che il suicida, era uno svizzero che non aveva retto al dolore per la separazione della moglie e alla paura di perdere l’affidamento delle due proprie bambine, due gemelline bionde di sei anni. Avevano ereditato la chioma del padre suicida: anche lui era biondo, mentre i capelli della madre erano inequivocabilmente scuri. Lo si seppe poiché la donna apparve ben presto in tv, dopo aver denunciato la scomparsa delle sue piccole figlie, Alessia e Livia.

Nel frattempo nella mente di Olga Ornek ritornavano le immagini di quella mattina di pochi giorni prima: quella famigliola così serena, i croissant mangiati dalle bimbe, il cappotto tre-quarti nero e i pantaloni bianchi della donna bionda, lo sguardo tra il sereno e l’assorto dell’uomo.

Chi era quell’uomo? Sembrava un volto visto, ma dove? La risposta venne sempre dalla televisione.

Il biondo padre di famiglia, che aveva passeggiato per le vie di Propriano, era lo stesso che adesso aveva deciso di morire nel sud Italia. Strana la vita, a volte.

Non fu difficile per Olga immaginare che le due bimbe che avevano camminato tranquillamente, mentre lei era andata a comprare il giornale, quella mattina del 1 febbraio, erano state le stesse che adesso risultavano scomparse. Come dubitare, lo aveva detto la loro mamma, tale Irina Lucidi, quarantaquattrenne mora. Mora, non bionda. Ma com’era possibile?

Chi era allora la donna bionda che accompagnava le piccole Alessia e Livia, insieme al padre, Matthias Schepp, quella mattina a Propriano?

Per Olga, quei due adulti sembravano conoscersi da un bel po’ di tempo, parlavano con confidenza.

Dodici giorni dopo quel 1 febbraio, investigatori italiani e svizzeri sono alla ricerca di quella signora, potrebbe essere lei lo snodo cruciale che potrebbe portare alla risoluzione del giallo delle piccole gemelline. In questi giorni, la polizia cantonale di Vaud, in Svizzera, ha reso nota la denuncia della scomparsa di una donna bionda da un paese vicino a quello in cui viveva Matthias Schepp.

Forse solo una coincidenza, forse no.

Nella foto: Ritratto di giovane donna bionda, Francesco Didioni, 1888.

S. O.