Papa Ratzinger sui bimbi rom: “Chiediamoci se si poteva evitare”


Il Papa ha dedicato la preghiera dell’Angelus ai quattro bimbi rom morti domenica scorsa nel rogo del campo nomade romano.

“Dobbiamo domandarci se in una società più solidale e fraterna sarebbe potuto accadere lo stesso”, spiega Papa Ratzinger, invitando i fedeli a riflettere sulla tragedia.

I familiari di Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul, i quattro bambini morti durante l’incendio divampato all’accampamento nomade di via Appia Nuova, a Roma, erano presenti, con una delegazione della Comunità di Sant’Egidio.

“La novità di Gesù consiste essenzialmente nel fatto che Lui riempie i comandamenti con l’amore di Dio”, ha detto il Pontefice, “dinanzi a questa esigenza, il pietoso caso dei quattro bambini rom, morti la scorsa settimana alla periferia di questa città, nella loro baracca bruciata, impone di domandarci se una società più solidale e fraterna, più coerente nell’amore, cioè più cristiana, non avrebbe potuto evitare tale tragico fatto”.

L’occasione per introdurre, e pregare, per le piccole vittime, è stata fornita dal ‘discorso della montagna‘: “Forse non è un caso che la prima grande predicazione di Gesù si chiami ‘discorso della montagna’. Mosè salì sul monte Sinai per ricevere la Legge di Dio e portarla al Popolo eletto. Gesù è sceso dal Cielo per portarci al Cielo, all’altezza di Dio, sulla via dell’amore”.

I genitori dei bimbi erano accompagnati da una delegazione della Comunità di Sant’Egidio che si occupa dell’assistenza ai rom nella periferia romana.

Solo ieri, su iniziativa degli stessi genitori dei quattro, si è svolta una preghiera nel campo rom teatro della tragedia avvenuta domenica scorsa.

Da quel momento la questione è sconfinata nella polemica politica, tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’opposizione, che ha lamentato una cattiva gestione per l’emergenza rom da parte del primo cittadino.

Ieri la tragedia è stata segnata da un vergognoso atto di vandalismo: alcune scritte offensive nei confronti delle piccole vittime comparse proprio a Roma.

Carmine Della Pia