Se non ora quando? Arcore, i pidiellini difendono Silvio

Arcore, 13 febbraio. Com’era forse logico ad aspettarsi, ad Arcore, oltre alla manifestazione “se non ora quando?”, alla quale hanno partecipato circa 300 persone, in largo Vela è apparso uno stand attorniato dalle bandiere del Partito delle Libertà. A presidiarlo i consiglieri comunali Tozzi e Colabella. Ovviamente a conoscenza dell’iniziativa di stampo avverso, spiegano che la loro presenza era già prevista, non quindi una risposta al “se non ora quando?” ma un’iniziativa autonoma nata a priori.

Giuseppe Tozzi si fa avanti per primo e sostiene a gran voce il lavoro del governo. “ha ben operato – spiega – ma lo bloccano con questi ‘scandaletti’ per togliergli il potere”. E per quanto riguarda il Rubygate, la difesa è a dir poco a spada tratta. La questione non è tanto sulla privacy, ma, più che altro,  sulle intercettazioni: “se io telefono a lui (Colabella, NDA), magari dico un sacco di castronerie, queste però non costituiscono una prova”. Colabella incalza e il concetto espresso è quello che se il tono è amichevole, tante cose si dicono per scherzare, o anche magari per vantarsi, ma nient’altro , e poi, concludono entrambi “molte delle coinvolte hanno ritrattato e non ci sono prove che il premier abbia avuto rapporti con minorenni”. Ci sono solo tante parole è la tesi difensiva dei consiglieri comunali di Arcore.

Il presidio è a pochi metri da Villa S. Martino, poche persone, ma tutte molto convinte di ciò che dicono. Il discorso si allarga, travaliaca il “se non ora quando?” e il Rubygate, altre accuse infatti sono state mosse negli ultimi anni al Cavaliere, e a più riprese. Ad esempio, quelle  di avere contatti con la Mafia, ultime in ordine di tempo le dichiarazaioni del pentito Spatuzza. Tozzi però liquida la questione in modo molto semplice; non fa nomi, ma spiega: “io sono sempre stato convinto che se uno si pente lo fa prima che lo arrestano, non dopo”. Insomma, per il consigliere è una questione di affidabilità.

Servizio a cura di Valeria Panzeri e Angelo Sanna