Se non ora quando? Genova si tinge di un rosa acceso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:15

Alle 15 Piazza Caricamento è già gremita di gente. Lo si era capito già dal viaggio di andata che oggi Genova si sarebbe colorata di un rosa acceso, animata da donne di ogni età, razza e ceto sociale, per dire basta ad un modello di femmina sbagliato e che non riflette assolutamente la realtà delle cose. L’orgoglio femminile ha potuto liberamente esprimersi oggi in piazza, creando un’atmosfera bellissima e sottolineando una giornata importante per tutti, non solo per il “sesso debole“. Nessuna violenza nei paraggi né tensione, bensì un deciso desiderio di urlare “NO” grazie ad un grande movimento unito, tantissime famiglie al completo con nonni annessi, increduli difronte alla decadenza del costume e seriamente preoccupante per il futuro delle loro nipotine. E poi gli uomini, tanti uomini, anche loro con addosso sciarpe bianche, il simbolo di questa manifestazione che nella città genovese ha centrato perfettamente l’obbiettivo.

Gli organizzatori con le loro voci hanno elencato dettagliatamente il perchè di questa mobilitazione, non nascondendo critiche verso la maggioranza e sopratutto verso Silvio Berlusconi, l’unico uomo politico in grado di mettere d’accoro destra e sinistra. In strada infatti molte elettrici del centro-destra, anche loro infuriate e stufe nel veder continuamente danneggiata la figura della donna. E tra applausi e cori, si discute e ci si confronta, perchè la voglia di cambiare c’è e non si può fermare. Nessun partito o simbolo, solo la lettera D, protagonista assoluto che perfettamente si sposa con le parole donna,dignità, denuncia e anche dimissioni. Il corteo si sposta lento ma ordinato, via San Lorenzo è colma e De Ferrari ci mette davvero poco e divenire un mare colorato di persone che neanche la pioggia sempre più fitta riesce a fermare e tacere.

Ancora slogan, in un piccolo palchetto si ricorda della forza delle donne, le grandi battaglie che sono state fatte e quelle che bisogna fare, ma farle adesso perchè “Il vaso è colmo” come affermano gli stessi partecipanti. Pazienza finita, è tempo di alzarsi e dire la propria sperando che tutto ciò non finisca. Molti vorrebbero che questo sia solo l’inizio di un risveglio collettivo, un primo capitolo pacifico di una nuova pagina politica e sociale. Si pensa in grande, si vuole sognare ed applaudire, sperando che tante altre persone facciano lo stesso, a cominciare da quegli uomini oggi relegati a semplice aiutanti e soprattutto dai giovani, la fiamma e il futuro di questa Italia. Le donne oggi hanno preso coraggio, sono salite sul palco e tutte insieme hanno mostrato che si può protestare in un clima sereno ed amichevole, sorridendo, cantando ma non per questo lanciando un segnale meno importante e deciso. Tutto grazie ad una forza che segna e ricorda, capace di smuovere l’aria e la mente. Qui sotto la Photogallery della giornata.

Riccardo Cangini

fotografie di Roberto Mura