Se non ora quando? Presidio e raccolta firme a Bergamo

13 febbraio. Più di un migliaio di persone si sono riunite nella centralissima via XX settembre di Bergamo, per partecipare al presidio in difesa della dignità delle donne. C’è il banchetto del Partito Democratico che raccoglie le firme, per il resto tanti manifesti, ma bandiere di schieramenti politici non se ne vedono. In molti infatti, nei giorni passsati, avevano sostenuto una sorta di  trasversalità della manifestazione “Se non ora quando?”, che si tiene oggi in oltre 200 piazze italiane (e non solo).

Molte mamme con le proprie figlie,decisamente folta anche la presenza degli uomini, alcuni di loro indossano una sciarpa bianca, indumento che le donne scese in piazza hanno deciso di indossare come segno distintivo e di adesione alla protesta.

L’atmosfera è piuttosto festosa, ancor meglio, satirica. Cartelloni e vere e proprie composizioni “artistiche” indossate come cappelli hanno un chiaro riferimento agli scandali mediatici e alle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio. La fantasia al potere, si potrebbe dire, il potere di far sorridere:  “non ci Ruby la dignità” pare giocare sapientemente coi significati , ma c’è anche chi  in testa porta ciò che sembra a tutti gli effetti il pupazzo di un caimano;  sopra quest’ultimo una bambolina bionda, senza vestiti(cliccare su Gallery per vedere le foto).

I toni però sono tutt’altro che aggressivi, tantomeno violenti. La manifestazione di Bergamo, pare voler essere, più che altro, una dimostrazione di esserci da parte delle donne. un “esserci”, discreto, anche nella protesta. I discorsi che vengono fatti durante il presidio, tra la gente, sono sulla stessa lunghezza d’onda. Difficile sentire un insulto, più facile ascoltare commenti piuttosto mirati. “Ciò che più stupisce è la spudoratezza”, spiega una signora ad una sua amica e il discorso prosegue, ma nessuno urla, nessuno impreca. Tutti, invece, donne e uomini, rimangono per oltre un’ora e mezza a discutere, a scambiarsi opinioni; come a voler dire che la politica, si può fare anche così’, da una parte e dall’altra, con qualche battuta pungente, ma senza per forza alzare i toni, seguendo istintivamente il monito inoltrato a più riprese anche dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

A.S.