Se Pannella parla a Berlusconi di partitocrazia

Il Cavaliere e il guru dei Radicali a colloquio in un sabato carico di tensioni e di aspettative. Nella bolgia politica di inizio anno, con un premier coinvolto in uno scandalo a sfondo sessuale e un presidente della Repubblica sempre più intenzionato a far volare in aria gli stracci, accade anche che due politici apparentemente lontani come Silvio Berlusconi Marco Pannella decidano di ritagliarsi un angolo di tempo per dialogare.

E’ accaduto ieri a palazzo Chigi, nel corso di un faccia a faccia insolito (durato circa 45 minuti) culminato nella consegna da parte di Pannella di un voluminoso dossier sulla partitocrazia al presidente del Consiglio. “Dopo avere inserito nei nostri siti la documentazione su oltre 1500 messaggi rivoltimi su Facebook e in risposta a una mia email all’indirizzario a nostra disposizione – ha spiegato ieri lo stesso Pannella – ho oggi personalmente consegnato questa documentazione al presidente del Consiglio Berlusconi, perché la ritengo di estremo interesse per chi voglia comprendere, sia pure per un minimo, la reale situazione della società italiana dopo oltre un sessantennio di Regime antidemocratico, partitocratico”.

“La stessa documentazione cartacea – ha proseguito il decano della politica – sarà nostra cura recapitarla alle altre autorità dello Stato e, semmai dovesse interessare, a sociologi e osservatori politici. Nelle prossime ore – ha aggiunto Pannella – ci onoreremo di mettere a disposizione, augurandoci che sia di loro interesse, al signor presidente della Repubblica, ai signori presidenti delle Camere, alle Istituzioni di garanzia e di controllo che in teoria svolgono queste funzioni, due altri documenti che riteniamo di certo valore anche scientifico, ad integrazione di quanto, in pratica, non viene effettivamente assicurato”.

Una montagna di carte per denunciare la disinformazione e gli inganni che – secondo il leader dei Radicali – vengono perpetuati da troppo tempo dalla destra e dalla sinistra italiane ai danni della cittadinanza intera, estromessa sempre più dalla conoscenza delle reali dinamiche che regolano l’equilibrio tra i poteri.

Maria Saporito