“Voglio ammazzare Berlusconi”: blogger finisce in Questura

Savona, 14 febbraio.  La Polizia Postale ha oscurato il sito d’informazione “savonaeponente.com”,  a seguito della pubblicazione di un articolo shock intitolato ” Voglio ammazzare Berlusconi”. il Provedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Bologna.

La responsabile del sito si chiama Valeria Rossi, giornalista pubblicista, che è stata portata in Questura per essere ascoltata come persona informata sui fatti. Le autorità hanno inoltre sequestrato il suo pc e quello del figlio. L’articolo, pubblicato il 4 febbraio scorso, descrive il Cavaliere come un alieno, un ipnotizzatore. La blogger ha definito il pezzo come “ironico e di fantasia”, ma la magistratura, stando a quanto riportato dall’ANSA, sul caso ha ipotizzato diversi reati piuttosto pesanti:  diffamazione aggravata, minacce e istigazione a delinquere.

Sula vicenda è intervenuta anche la Federazione Nazionale della Stampa, giudicando l’articolo in questione come “stupido ed evitabile”, ma facendo altresì presente che l’indagine, , è apparsa “esagerata”.

“come sempre, le parole sono pietre” ha spiegato Marcello Zinola, segretario ligure Fnsi: “un concetto, (l’avversione a Silvio Berlusconi) – continua – che poteva essere espresso con altri toni e altri contenuti” E ancora: “Non sono in discussione la critica e l’opposizione al governo Berlusconi o la critica ad altri schieramenti politici. Ma il nostro stile da giornalisti dovrebbe essere diverso ed essere inattaccabile anche quando esprimiano opinioni dure.”

Insomma, non bisognerebbe mai superare una certa soglia, sembra dire Zinola. Si può ed anzi si deve poter dire tutto, ma è necessario pensare molto bene a come farlo. L’ipotesi di istigazione a delinquere formulata dalle autorità, sembra infatti passare attraverso un potenziale effetto mediatico derivante dall’articolo, che pur non volendo (quest’ultimo) realmente istigare all’uccisione del Presidente del Consiglio, potrebbe comunque essere compreso in modo distorto da qualcuno.

Zinola riserva però una critica anche alla stessa indagine: “nel caso – conclude – ( la critica, nda) è per la portata dall’inchiesta, allo stile del blitz, dieci agenti impegnati. Eccessivi ed esagerati per la reale portata della vicenda”.

A.S.