Confindustria:”Nel 2010 ripresa ancora debole”. La Liguria ringrazia l’export

Ancora modesti segnali di ripresa dall’indagine congiunturale di Confindustria presentata a Genova sul secondo semestre 2010. Positivi i traffici marini e le produzioni industriali, ma restano fermi servizi e, soprattutto, edilizia, con 1.600 mila ore di lavoro e 60 aziende in meno rispetto al 2009.

“La domanda interna resta debole”, la sintesi estrema del presidente di Confindustria Genova, Giovanni Calvini, per il quale occorre immediatamente dare avvio ad iniziative che mirino all’internazionalizzazione, l’innovazione e a stimolare gli investimenti.

“I settori trainanti nel nostro territorio sono quelli più internazionalizzati, costituiti da aziende che esportano o lavorano per chi esporta, anche perché la domanda è in ripresa più all’estero che in Italia. Bene anche l’high tech, che conferma il suo trend positivo”, ha evidenziato Calvini.

Dai dati di Confindustria, infatti, automazione, elettronica e telecomunicazioni registrano nel semestre un aumento della produzione del 6,5% e prevedono un buon andamento per il primo semestre 2011. L’evoluzione degli ordini in questi comparti riguarda principalmente l’export (+13%) rispetto al mercato italiano (+4,7%). Anche l’industria metalmeccanica ha ottenuto un aumento nelle attività di vendita (+8,1%) e acquisizioni all’estero (+ 14,7%) ma risulta molto debole in Italia (-1,3% di fatturato e -1,9% di ordini). Resta forte e, dalle previsioni, destinata a proseguire nel 2011, la crisi nell’edilizia: nel secondo semestre 2010 Ance Genova – Assedil stima una diminuzione degli investimenti del 10,9% rispetto allo stesso periodo del 2009, con la perdita di una cinquantina di imprese attive.

“Si tratta del periodo più difficile di sempre”, ha spiegato Silverio Insogna, vice-presidente di Assedil.

Nell’intero tessuto economico genovese l’occupazione non cresce e resta alta, al 18%, la disoccupazione giovanile. Ancora in aumento la cassa in deroga (+188%) e in riduzione la Cig ordinaria (-18%) e straordinaria (-31%).

A peggiorare la situazione dell’industria ligure è lo stato dei pagamenti pubblici: il ritardo medio è ad oggi di 140 giorni, ben 55 in più rispetto ad un anno fa, con tutte le conseguenze del caso di rallentare ancora di più la ripresa.

Marco Notari