F1, il circus discute sulle novità del regolamento

F1, il circus discute sulle novità introdotte dal regolamento – Questo nuovo campionato non si presenta interessante solo grazie alle particolari vetture messe in mostra dai top team, ma grazie anche alle novità regolamentari che hanno creato grossi dubbi e ombre da svelare e capire. In primis l’addio della Bridgestone e il ritorno dell’italiana Pirelli. Il pneumatico è una parte fondamentale per una monoposto, il punto di contatto con l’asfalto che può fortemente incidere sulle prestazioni. Con il regime di monogomma tale fattore aveva perso importanza, ma oggi è tornato in auge visto le immani differenze tra i due gommisti.

Se per la Bridgestone si criticava l’eccessiva politica conservatrice, con mescole talmente dure da consentire appena un pit-stop, le Pirelli invece hanno spiazzato tutti con la loro estrema delicatezza. Differenza palpabile tra le varie tipo di gomme e soprattutto un degrado forte che porta notevoli stravolgimenti nei piani e strategie dei team. Come ci svela l’esperto Barrichello: “Un set di gomme nuove non si comporta più come prima. Se provi ad andare oltre, nelle curve veloci il posteriore perde improvvisamente aderenza senza prima avvisarti. Questo provoca problemi ai piloti con meno esperienza” Ecco spiegati gli incidenti di Maldonado e Perez, entrambi in difficoltà durante gli ultimi test svolti a Jerez. Sulla carta si vedranno molte più fermate ai box, con conseguente movimento delle posizioni e vivacità in pista. Inoltre la figura del pilota e la sua capacità nel gestire il consumo diverrà ancora più determinante di quanto non fosse prima.

Tutto per lo show, lo spettacolo, i sorpassi. Un sogno per gli appassionati, una necessita per gli organizzatori affamati di sponsor e soldi. E per lo stesso identico motivo è stata concepita l’ala mobile posteriore. Il suo utilizzo è rivolto al solo fine di favorire il sorpasso al pilota che sta dietro, seguendo però precisi schemi dettati dalla Federazione. Un inedito fattore accolto non benissimo da tifosi ed addetti ai lavori, ma è anche vero che una vettura più veloce deve essere in grado di sopravanzare una più lenta, evitando episodi come il Gp d’Ungheria o di Abu Dhabi. Eppure i malumori sono già spuntati: “C’è troppo business per essere uno sport, e troppo sport per essere solo un business. “La Formula 1 sta diventando più radicale, con sempre più attenzione per lo spettacolo. Mi chiedo se questo è necessario.”

A domandarselo è proprio il campione del mondo Sebastian Vettel, spiazzato da tutte queste novità, senza contare anche il ritorno del KERS e i contini cambi di un regolamento mai troppo chiaro e certo. La Formula uno sta cercando una nuova identità che possa sposarsi bene con i tempi che corrono. Purtroppo essere ancorati al passato non ha molto senso, visto che il mondo gira veloce e cambiare è necessario oltre che obbligatorio. Ci si prova quindi, si sperimenta, incappando anche in errori e dovendo tornare indietro, ma prima o poi la giusta strada si troverà e tutto sarà più facile. Sino alla prossima rivoluzione.

Riccardo Cangini