Fermato con della droga: “sono il fratello di Ruby”

Se tutte le minorenni possono sperare di conoscere il Presidente del Consiglio per attribuirsi qualche fasulla parentela utile a “uscire gratis di prigione”, non si capisce perché la stessa ragionevole speranza non debba essere concessa anche ai tanti “poveri” ragazzi che ogni giorno finiscono nelle stanze delle questure italiane, senza avere un premier a cui votarsi, o un “rais” da presentare come zio.

Un’inspiegabile ingiustizia, nel Paese che la notte “bunga bunga” con le nipoti di Mubarack e di giorno legifera contro le “lucciole” vittime della criminalità, cui ha ben pensato di porre rimedio E. M. M. A. A., diciannovenne egiziano fermato questo pomeriggio dai Carabinieri di Porto Sant’Elpidio (in provincia di Fermo) con 30 grammi di eroina, il materiale necessario a preparare le dosi e una notevole somma di denaro, probabilmente frutto di una precedente attività di spaccio.

Il ragazzo, di fronte ai militari increduli, ha spiegato di essere “il fratello di Ruby”; una battuta che, per quanto improbabile, ha comunque fatto perdere un bel pò di tempo agli investigatori, costretti ad eseguire controlli approfonditi per verificare che non persistesse alcun legame di parentela fra il ragazzo e Karima El Mahroug, la “Ruby Rubacuori” del Presidente del Consiglio.
In serata, come spiegato dagli stessi carabinieri, è stato accertato che E. M. M. A. A., finito in manette con l’accusa di traffico illecito di sostanze stupefacenti, è residente in Brianza, e non ha alcun tipo di legame con Ruby e i “bunga bunga”.

Certo non è rassicurante, per tutte le forze dell’ordine d’Italia, sapere che da domani un perfetto nessuno potrà rivendicare parentele o amicizie con Capi di Stato stranieri o amichette del premier e di Lele Mora.
D’altronde, se a un simile trucchetto, come testimoniato dalle carte depositate dai legali di Berlusconi alla Camera, ha creduto il nostro Presidente del Consiglio, perché un qualsiasi questurino dovrebbe assumersi la potenziale responsabilità di scatenare un grave incidente diplomatico?

Mattia Nesti