Gemelline: la donna bionda esiste davvero? Ritrovato anche il registratore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:25

Il caso delle gemelline svizzere di cui non si sa più nulla dal 1 febbraio, giorno in cui salirono, in compagnia del padre Matthias Schepp, su un traghetto in partenza da Marsiglia e diretto a Propriano, nel sud della Corsica, continua a essere al centro delle pagine di cronaca.

Risale a poche ore fa, la notizia secondo cui sarebbe stato rinvenuto dalla polizia svizzera il pacco contenente il famigerato registratore di Matthias Schepp ed evidentemente inviato dall’uomo alla ex moglie, Irina Lucidi, come tante altre lettere pervenute nei giorni scorsi. Nelle scorse settimane sono stati tanti coloro che hanno pensato, e sperato, che dentro al registratore si potesse trovare un messaggio chiarificatore sulla scomparsa delle piccole Alessia e Livia, ma non è stato così.

A quanto pare, all’interno di esso non vi è nessuna nuova informazione rispetto a quelle già contenute nelle missive. Schepp, che si è suicidato presso la stazione di Cerignola lo scorso 4 febbraio, scrisse alla ex moglie di aver ucciso le proprie figlie prima di compiere l’estremo gesto sulla sua stessa persona.

Ma la madre delle gemelline sembra non aver mai creduto a cotanto orrore e si è dichiarata fin da subito convinta che le bambine possano essere nascoste da qualche parte, considerando così quelle lettere solo un depistaggio o, tutt’al più, un modo per infliggerle una sofferenza poiché ritenuta colpevole dall’ex marito di aver messo fine alla loro relazione.

Ed è così che le indagini proseguono, specialmente in quella Corsica che conserverebbe l’ultima traccia della presenza delle bimbe. Al centro dell’attenzione degli inquirenti vi è il racconto di Olga Ornek, un abitante di Propriano, e di un altro uomo residente a Macinaggio: entrambi hanno detto negli scorsi giorni di aver visto Schepp, insieme alle bambine, ma in compagnia anche di un’altra persona, una donna bionda dall’identità misteriosa.

Di questo personaggio enigmatico è stato anche fornito una sorte di identikit, ma gli investigatori vogliono prima accertarsi  che l’avvistamento sia avvenuto realmente e che non sia frutto soltanto di ricordi sfocati o confusione.

S. O.