NewNotizie intervista Il Parto delle Nuvole Pesanti: “Siamo fieri di Onda Calabra”

NewNotizie ha avuto il piacere di intervistare Il Parto delle Nuvole Pesanti, gruppo rock tornato sulla cresta dell’onda grazie al film di Antonio Albanese Qualunquemente: un loro brano, infatti, Onda Calabra, è diventato il tormentone del momento. Purtroppo presto erano arrivate anche le critiche di Peppe Voltarelli, uno dei fondatori del gruppo ora però impegnato in attività da solista: il cantante, intervistato da Paolo Giordano su Il Giornale, aveva dichiarato di volersi assolutamente distaccare da quanto fatto da Albanese. Diversamente la pensa il Parto delle Nuvole Pesanti, qui rappresentato dalla persona di Salvatore De Siena. Vediamo come hanno risposto alle domande del nostro redattore Mario Petillo.

Buongiorno Salvatore. Di recente, come è oramai noto a tutta l’Italia, una vostra canzone è stata rivisitata per il film di Antonio Albanese, Qualunquemente. A tal proposito Peppe Voltarelli ha voluto esternare la propria disapprovazione e abbiamo avuto modo di leggere la sua critica sulle pagine de Il Giornale. Il Parto delle Nuvole Pesanti, invece, come si schiera dinanzi a questa rivisitazione della vostra Onda Calabra?

Ci siamo dissociati immediatamente dal suo giudizio negativo con una lettera che é stata ripresa da tutte le agenzie di stampa e con la quale abbiamo sostenuto che “Qualunquemente Onda Calabra”, pur essendo una versione parzialmente diversa dall’originale per testo e stile, é assolutamente funzionale al film e al personaggio politico di Cetto La Qualunque, simbolo d’inciviltà politica e culturale non solo calabrese ma nazionale e forse più lombardo che calabrese. Ma soprattutto pensiamo che la nuova versione sia identica all’originale per lo scopo che persegue, che é  quello di denunciare la realtà attuale con la speranza di un domani migliore. Per questo siamo convinti che la versione del film non pregiudichi affatto lo spirito del brano originale. D’altra parte noi stessi abbiamo usato spesso l’arma dell’ironia per raccontare pagine e storie dolorose del Sud e della Calabria in particolare, come nella stessa canzone Onda Calabra e nello stesso film  “Doichlanda” in cui per la prima volta é stato pubblicato il brano. Basti vedere il videoclip di onda calabra originale, con balletti e vestiti anni ’70 per capire la vicinanza stilistica con il film “Qualunquemente”. Così come non crediamo che ci sia una sostanziale differenza tra l’ironia del verso “Onda Calabra in Doichlanda.” e quello di “Onda Calabra Qualunquemente”. Sono semplicemente due adattamenti ad altrettanti film. E di ciò ho avuto conferma dallo stesso regista Giulio Manfredonia che ho incontrato a Berlino in occasione della proiezione del film al prestigioso Festival del Cinema. Infatti mi ha detto che in qualche modo lo stile usato in Qualunquemente é stato influenzato da quello da noi usato nel film Doichlanda che loro hanno visto e rivisto tante volte.

Qualunquemente è riuscito a far parlare molto di sé nonostante stia riproponendo un personaggio di Albanese oramai noto da un decennio: questo ha permesso anche di far conoscere, a tutta l’Italia, un aspetto della Calabria forse a molti non noto. Un po’ come ha fatto Alessandro Siani in Benvenuti al Sud: voi avete avuto modo di vedere il film? Come vi è sembrato e che messaggio pensate possa dare agli italiani sulla vostra terra?
Abbiamo avuto modo di vedere il film già due volte e devo dire che la seconda volta al festival del Cinema di Berlino ci é sembrato ancora più profondo. Secondo noi il film di Albanese, oltre ad essere una grande commedia italiana, é un autentico gesto d’amore verso il Sud e la Calabria in particolare, e sbaglia chi lo riduce a semplice macchietta.  Il film esprime un evidente desiderio di cambiamento della Calabria ma direi tutta l’Italia e lo fa ridicolizzando il protagonista e tutto quel mondo di fango che si porta dietro. Insomma il film sembra dire “ma vi rendete conto a che punto siamo arrivati ? Non pensate che sia arrivato il momento di spazzare via questa brutta realtà ?” Che poi questo messaggio venga colto da tutti o meno è un fatto su cui chi può dire ? D’altra parte non sarebbe nemmeno una novità. Basti pensare al brano “Vieni a ballare in Puglia” di Caparezza che parla dela morte di un operaio dell’Ilva ed ha finito per fare  sballare i ragazzi e farli evadere dalla realtà. E’ un rischio che bisogna correre quando si usa l’ironia ma credo che Qualunquemente diventerà una pietra miliare.

Voltarelli ha voluto avanzare questa critica, forse anche un po’ aspra nei confronti di Albanese. Come sono rimasti i rapporti con quello che è stato uno dei fondatori del gruppo? Nel momento in cui Albanese ha chiesto di poter riutilizzare la canzone avete avuto difficoltà nell’accettare la richiesta all’unanimità?
I rapporti con Voltarelli esistono al 50% nel senso che noi continuiamo ad averli con lui ma lui no. Pensavamo che questo atteggiamento negativo e di chiusura da parte sua si affeviolisse nel tempo ma invece si é aggravato. La cosa ci dispiace molto perché non è successo niente che giustifichi questo comportamento, al di là del fatto che delle persone possano separarsi per scelte diverse e qualche altra scaramuccia. Probabilmente non accetta il fatto che il Parto continui ad esistere anche senza di lui e che addirittura riesca a portare avanti progetti ancora più apprezzati. Questo lo rende fragile psicologicamente e reagisce in modo distruttivo cercando di far far fallire ogni cosa che ci riguarda a costo di rinunciare ai suoi evidenti ed importanti benifici. Questo é successo secondo noi in occasione del film Qualunquemente. Infatti tutti noi, compreso lui, sin dall’inizio siamo stati contattati e informati dalla Fandango sulle intenzioni di Albanese.  Non solo ma ci é stato chiesto anche di partecipare e collaborare alla rielaborazione del brano. Purtroppo ciò non é stato possibile proprio per la indisponibilità di Voltarelli che non se l’è sentita di incontrare i suoi “ex colleghi”. Poi lui si é comportato come la volpe nella favola di Esopo. Infatti, quando ha visto che non poteva impedire il nostro coinvolgimento nel film ha cercato di creare problemi avanzando assurde pretese economiche che sono partite da 1.500 € e sono arrivate fino a centomila euro senza che avessero nessuna possibilità di essere accolte dalla Fandango, e senza considerare che l’accordo esisteva già dall’inizio. Infine, quando si é reso conto che la situazione gli era sfuggita di mano e che addiritura Albanese ha elogiato il Parto a “Che tempo che fa”, ha perso la testa e ha tirato fuori quella lettera-invettiva contro il film e contro Albanese con la scusa che il nuovo testo stravolgeva il messaggio originario della canzone. E sinceramente questo non é vero,  non solo per le ragioni che ho già detto, ma anche perché sin dall’inizio eravamo tutti ben coscienti della modifica del brano avrebbe avuto il marchio ironico di Albanese e “comunquemente” l’abbiamo accettata in modo consapevole, tanto più che il personaggio di Cetto La Qualunque é popolarissimo e il suo “progetto politico” ci é noto da almeno mezzo decennio.

C’è da parte vostra l’orgoglio di aver prestato una canzone ad un film che è riuscito a fare incassi così alti nelle sale cinematografiche?
L’uso del nostro brano nel film ci ha riempiti di gioia e ci ha ripagati di tanti sacrifici. Peraltro Albanese e Manfredonia hanno dimostrato riconoscimento verso la Calabria e il Parto delle Nuvole Pesanti. Antonio si é innamorato del Parto da quando ci siamo conosciuti a Bra (Cuneo), proprio in occasione della proiezione del nostro film documentario “Doichlanda” che conteneva il brano “Onda Calabra”. Un amore che ha ribadito in diverse occasioni e anche di recente presentando il film su Rai3 da Fabio Fazio. Per non parlare dell’accoglienza che ci hanno dimostrato al festival di Berlino dove  Antonio Albanese ci ha accolti con un calore straordinario e Manfredonia alla fine del film ci ha chiamati per primi sul palco a raccogliere gli scroscianti applausi del numeroso pubblico che ci sono piovuti sulla testa come goccioloni di acqua benedetta…

Pensate possa aiutarvi ad avere anche più attenzione da quei giovani che, a causa dell’età, non hanno avuto modo di conoscervi nei primi anni della vostra carriera?
Questa storia é irripetibile! Il brano è servito tantissimo anche per fare conoscere il Parto ed il suo progetto artistico ad un pubblico più vasto. Pensa che ci hanno fatto addirittura un servizio al Tg1 delle 20 con tanto di titoli di  apertura “Onda Calabra, la canzone del Parto delle Nuvole Pesanti portata al successo dal film Qualunquemente di Albanese é il tormentone del momento nelle radio, tv e web”: spazio ed enfasi che forse non danno nemmeno a chi vince il Festival di Sanremo. Considera che il Tg1 é visto in tutto il mondo e i titoli del Tg1 delle 20 vengono ripresi da tutto le radio nazionali. Inoltre ne ha parlato Fazio su Rai3, Giletti a Domenica in, Linus su Radio Dee Jay, e ancora Rai2, le RadioRai 1, 2 e 3, Rtl e tante altre. E per arrivare a questi giorni ricordo che il videoclip di qualunquemente onda calabra é stato visto da un milione e mezzo di persone e il brano è entrato nella top ten di i-tunes, il singolo magnagrecia del nuovo album dall’omonimo titolo é da tempo nella top ten della classifica Like Indie Music e il videoclip di magnagrecia ha superato le centomila visioni, senza considerare l’mpennata delle richieste di concerti, oltre ai 100 che abbiamo già fatto tra Italia ed Europa e anche qualcuno nel resto del mondo come in Brasile.

E così ora ci conoscono tutti e persino le vecchiette che c’incontrano per strada ci dicono “Ah siete famosi…” Ed io mi sento come un operaio della fiat che dopo avere lavorato per vent’anni fa il botto con l’enalotto…Capisci come é cambiata la situazione ?

Per tute queste ragioni non solo non ci sentiamo feriti da Albanese ma crediamo che ci siano tutti i presupposti umani ed artistici per proseguire la collaborazione e riuscire a raccontare anche le difficoltà e le sofferenze del vivere e le speranze che animano tanta gente del Sud e della Calabria per una rivoluzione culturale che purtroppo tarda ad arrivare.

Grazie per la disponibilità, è stato un piacere!

Mario Petillo