Sbarchi: Scontro tra Maroni e Ue. Oggi il premier in Sicilia

Le coste italiane rischiano di dover fronteggiare un esodo da 80mila persone, impossibile da respingere.
Perché non è la criminalità organizzata a muoverlo ma la fuga dal Nordafrica in rivolta. Per questo l’Italia mobilita la Protezione civile, mette in preallarme un contingente dell’esercito da 200 uomini e, soprattutto, batte cassa presso la Commissione europea: 100 milioni di euro chiesti a Bruxelles per affrontare una crisi umanitaria che riguarda tutta l’Europa e di cui fino ad oggi si è sobbarcata il peso solo l’Italia. Questo lo scenario dell’emergenza sbarchi e le prossime mosse per affrontarla nelle parole del ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Il ministro fa sapere che proprio oggi si recherà in Sicilia assieme al premier Silvio Berlusconi.
Il premier, riferisce Maroni, ha parlato con Van Rompuy per chiedere un Consiglio europeo sulla questione immigrazione.

La Ue risponde portando la questione immigrati domani in un Europarlamento in seduta plenaria, richiesta avanzata dal presidente degli eurodeputati del Pdl Mario Mauro a nome del gruppo dei Popolari europei.

La giornata di ieri invece si era aperta con la commissaria Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, che si è detta sorpresa dalle dichiarazioni delle autorità italiane sulla latitanza dell’Europa. Sono stata formalmente in contatto sabato scorso con le autorità italiane a cui ho chiesto in che modo la Commissione poteva fornire sostegno. La loro risposta è stata ‘no grazie, in questo momento non ne abbiamo bisogno. Anche se Maroni ha rifiutato il nostro aiuto la Ue è sempre disponibile a sostenere l’Italia.

Non è vero che l’Italia ha rifiutato l’aiuto offerto dalla Commissione europea, ha detto Isabella Votino, portavoce del ministro dell’Interno. Maroni e Malmstrom si sono sentiti sabato scorso e il ministro ha avanzato alcune richieste, peraltro non nuove: l’intervento di Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue) per controllare il Mediterraneo, gestire i centri per gli immigrati e rimpatriare i clandestini, nonché il rispetto del principio del ‘burden sharing’, che cioè siano tutti i Paesi dell’Unione a farsi carico di rifugiati e clandestini. Rispetto a queste richieste per ora non abbiamo avuto risposta

Chiamata in causa, l’agenzia Frontex fa sapere con una una nota di non aver ricevuto una richiesta formale di assistenza dal governo italiano, ma che il quartiere generale dell’Agenzia a Varsavia è pronto ad agire qualora arrivasse una richiesta di assistenza.

Matteo Oliviero